12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Con alleanza nuovo cda Chrysler nominato da governo Usa e Fiat

Più vicino l'accordo tra le due case automobilistiche

DETROIT - Saranno la Fiat e il governo Usa a nominare il cda di Chrysler, con una maggioranza di membri indipendenti, nel caso in cui andasse in porto l'alleanza tra la casa auto Usa in crisi e il gruppo italiano. Lo afferma il numero uno di Chrysler, Bob Nardelli, secondo quanto riferisce il quotidiano Usa di settore Automotive News.

«Il cda avrà la responsabilità di nominare il presidente. E l'amministratore delegato verrà scelto dal consiglio di concerto con Fiat» ha detto Nardelli. «Fiat crede fortemente nei benefici reciproci dell'alleanza per le nostre società, i nostri dipendenti, i nostri clienti» aggiunge l'ad di Chrysler. «Continuiamo a esaminare lo stato dei negoziati con Fiat di tutti gli stakeholder e l'ottenimento di concessioni è condizione dell'alleanza», che va chiusa entro la scadenza del 30 aprile, pena il fallimento della società. Secondo Automotive News, il sindacato dei lavoratori dell'auto Usa, Uaw, e la Fiat potrebbero diventare i maggiori azionisti della nuova Chrysler, mentre le quote degli attuali azionisti, Cerberus e Daimler, sarebbero azzerate.

Uaw, dicono fonti vicine al negoziato citate dal quotidiano, potrebbe avere inizialmente una quota significativa, forse superiore al 20% con cui partirebbe Fiat, grazie alla conversione di metà dei debiti sanitari da 10,6 miliardi di dollari che Chrysler ha accumulato con i sindacati. Fiat potrebbe poi aumentare la sua quota a «gradini» del 5% a partire dal 20% iniziale fino al 35%. Un trust controllato dalla task force governativa sull'auto sarebbe il terzo socio rilevante della casa auto Usa e custodirebbe inizialmente anche il 15% destinato a Fiat. L'accordo dipende dalle concessioni che il sindacato, in Usa e Canada, è disposto a fare, ma anche dall'ok dei creditori senior di Chrysler, capitanati da JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup, i quali sarebbero pronti a presentare una controproposta se quelle avanzate dal Tesoro Usa continuassero a non essere soddisfacenti.

Il Tesoro si è incontrato regolarmente con i creditori a cui è stato chiesto «di fare significative concessioni aggiuntive» ha detto Nardelli. Secondo fonti vicine ai creditori le banche vorrebbero una quota della futura Fiat-Chrysler e un pagamento cash per rinunciare a circa sette miliardi di dollari di debito. Nei negoziati con Canadian Auto Workers, Chrysler chiede una riduzione dei salari e dei benefit, per portarli ai livelli degli altri costruttori esteri. «Le concessioni aggiuntive che vogliamo da Uaw sono cruciali per ricevere il sostegno del governo, completare l'alleanza con Fiat e poter continuare a operare» afferma Nardelli. Il sindacato canadese riprenderà i colloqui con Chrysler lunedì ed è stato invitato a partecipare anche l'ad di Fiat Sergio Marchionne.