18 giugno 2021
Aggiornato 17:30
Il Coordinamento delle Centrali Cooperative Agricole in audizione al Senato

Crisi agricoltura, Bruni: “urgente voltare pagina”

“Insufficienti finora le risposte della politica, occorrono politiche innovative e strutturali”

«Occorre avviare una nuova stagione di politiche innovative e strutturali che, nell’interesse del sistema Paese, si pongano due obiettivi fondamentali: ammodernare profondamente il settore agricolo-agroalimentare in termini di competitività delle imprese e contemporaneamente fronteggiare le difficoltà recate al settore dalla crisi mondiale».

Lo ha dichiarato Paolo Bruni, presidente del Coordinamento della Cooperazione agricola (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Ascat Unci e Agci Agrital) nel corso dell'audizione in Commissione Agricoltura del Senato sullo stato di crisi del settore agricolo.
«L’agricoltura - ha proseguito Bruni - è in un momento di preoccupante crisi e finora le risposte della politica sono state insufficienti: il Decreto Legge n. 185/08 (cosiddetto «anticrisi»), in corso di conversione al Senato, è privo di provvedimenti specificatamente rivolti all’agricoltura e altre misure finora adottate non sembrano essere di particolare efficacia. Per non parlare poi della questione ICI che se non venisse risolta sarebbe una vera sciagura per le aziende agricole e cooperative».

Quanto alle proposte concrete avanzate dalle centrali cooperative, Bruni ha parlato di misure che siano orientate a «favorire i processi di concentrazione delle imprese, promuovere l’internazionalizzazione delle reti di vendita, prorogare gli aiuti di stato per gli investimenti delle grandi imprese, agevolare gli investimenti (in materia di logistica, marchi e promozione), procedere infine alla ristrutturazione di imprese in difficoltà».

Rispetto all’andamento del settore cooperativo, «se da un lato va evidenziato – ha spiegato Bruni – il carattere anticiclico dell’economia cooperativa che ci ha permesso di chiudere un 2007 positivo e di reggere la crisi, è vero anche che dagli ultimi dati forniti dall’Osservatorio Economico della Cooperazione istituito presso il Ministero delle politiche agricole emergono elementi di forte preoccupazione relativi a un rallentamento della crescita registrato negli ultimi mesi del 2008».