2 agosto 2021
Aggiornato 08:00
Crisi settore auto

Auto, Camusso (Cgil): «Governi europei annunciano aiuti, Italia immobile»

«Grande preoccupazione per stato settore e futuro Fiat»

«Mentre i governi europei e gli Stati Uniti annunciano imminenti interventi a sostegno dell’industria dell’auto, non vediamo la stessa preoccupazione da parte del governo italiano che appare immobile». È quanto afferma Susanna Camusso, segretaria confederale della Cgil, alla vigilia del vertice ministeriale in programma domani a Bruxelles sulla crisi del settore auto. Dopo il dato fornito ieri dall’Istat sulla produzione industriale, con il crollo della produzione di autoveicoli in Italia a novembre di oltre il –40%, «la preoccupazione sullo stato del settore e su quali saranno le prossime scelte della Fiat è grande, così come hanno sottolineato ieri i sindacati metalmeccanici», aggiunge la sindacalista.

ROTTAMAZIONE - Sulle ipotesi di un rifinanziamento dei provvedimenti di rottamazione, Camusso rileva: «La rottamazione si misura con due problemi: avvantaggia tutti i produttori, e quindi ha scarsa efficacia sulla produzione nazionale, e si rivolge soprattutto a quei redditi bassi, già in gravi difficoltà a causa della crisi». Per questi motivi la segretaria confederale Cgil sostiene che «va confermata l’idea di una politica europea di sostegno, a cui affiancare politiche nazionali coerenti: sicuramente c’è bisogno di affermare politiche di domanda pubblica (enti locali, stato, servizi) che determini un aumento del volume nella produzione ma anche l’evoluzione ecocompatibile del trasporto».

SOSTEGNO ALLA RICERCA - Inoltre, sostiene la sindacalista, «c’è bisogno di politiche di esplicito sostegno alla ricerca, che determinino un avanzamento ecocompatibile delle nuove produzioni d’auto, così come del trasporto collettivo». Il punto per la dirigente sindacale è «determinare un legame tra il supporto da dare oggi alla produzione e, contestualmente, costruire nuove opportunità per uscire dalla crisi con un sistema industriale non indebolito ma innovato. Se in questa direzione si può lavorare in Europa - conclude Camusso - diventa urgente, così come chiesto dai sindacati di categoria, che vi sia un confronto con Fiat che abbia al centro il futuro dell’azienda e l’attenzione dovuta al ruolo fondamentale che questa svolge per il lavoro a Torino e nel Mezzogiorno».