27 maggio 2024
Aggiornato 05:00
Ipotetica semplificazione normativa

Semplificazione, Giambrone: «Calderoli rimedi ai suoi errori»

«Svista» contenuta nel decreto legge n. 200 che cancella un provvedimento di garanzia e tutela dei cittadini risalente al 1944

«Grazie a Calderoli e alla sua ipotetica semplificazione normativa, difendersi dagli atti arbitrari dei pubblici ufficiali potrebbe tornare ad essere reato; siamo davvero di fronte a stravolgimenti assurdi della nostra normativa, anche se probabilmente dettati più da distrazione che da altri motivi». Questo l'amaro commento del sen. Fabio Giambrone, vice presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, alla «svista» contenuta nel decreto legge n. 200 che cancella un provvedimento di garanzia e tutela dei cittadini risalente al 1944.

Si tratta in particolare del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 secondo cui non sono sanzionabili penalmente i cittadini che reagiscono quando «un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia ecceduto «con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».

Una norma, spiega Giambrone, «che oltre a garantire le basi stesse della democrazia, permette ai cittadini di conoscere i limiti tra le funzioni regolari del pubblico ufficiale e l'atto arbitrario, giuridicamente perseguibile» e che ora Calderoli «facendo di tutta l'erba un fascio, ha deciso di abrogare. Ci auguriamo che si tratti solo di una svista che lo stesso ministro correggerà al più presto, visto che per la conversione del decreto c'è tempo fino al 20 gennaio».

«Nel nostro Paese così come in tutto il mondo - conclude il vicepresidente dei senatori IdV - le garanzie democratiche faticosamente guadagnate dai cittadini non possono esser spazzate via, neanche per errore, altrimenti si corre il rischio di lasciar spazio a misure e comportamenti dirigistici».