26 maggio 2020
Aggiornato 03:00
Sintesi dello studio su addizionali comunali IRPEF

Addizionali comunali: cresce del 71% il gettito per i comuni

Dal 2006 al 2008 aumenti medi pro capite di 48 euro. La UIL propone sulle addizionali un bonus comunale per lavoratori e pensionati

48 euro medi annui in più è quanto pagheranno i contribuenti Italiani nel 2008, rispetto al 2006 per le Addizionali Comunali IRPEF. Infatti, quest’anno, mediamente si pagherà per questo balzello 112 euro, a fronte dei 64 euro del 2006, con un aumento del 75%. E’ quanto emerge dall’annuale rapporto sulle Addizionali Comunali IRPEF 2008, curato dal Servizio Politiche Territoriali della UIL, sulle 104 Città Capoluogo di Provincia, che ha preso a riferimento l’andamento dell’imposta dal 2006 - ultimo anno di sostanziale blocco degli aumenti delle aliquote - fino al 2008, anno questo in cui è stato possibile aumentarle, prima che la Legge 133/2008 ne congelasse di nuovo gli aumenti per il prossimo triennio.

Dalla ricerca - spiega Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL - emerge che queste Città incasseranno nel 2008, oltre 1 Miliardo di euro, a fronte degli oltre 599 Milioni di euro del 2006, con un aumento del gettito pari al 71%. La media delle aliquote applicate passa dallo 0,31% del 2006, allo 0,47% del 2007, attestandosi allo 0,50% di quest’anno, con un incremento dell’aliquota media applicata del 61,3%.

Nel commentare i dati emersi dal rapporto - il Segretario Confederale della UIL, Guglielmo Loy - sostiene che in questo momento di crisi occorre affrontare l’emergenza per il sostegno al reddito dei lavoratori e pensionati.
Per far ciò occorre che le istituzioni facciano ognuno la propria parte: lo Stato centrale, certamente, ma anche il sistema delle Autonomie Locali.

Per questo, pur consapevoli dello stato della finanza pubblica, proponiamo che per il prossimo anno ci sia una rivisitazione delle modalità di applicazione delle Addizionali, premiando coloro che pagano per intero le tasse: lavoratori dipendenti e pensionati. Il tutto utilizzando, con criteri di equità, lo strumento delle soglie di esenzione facoltativo per i Comuni «in presenza di specifici requisiti reddituali», che per la UIL - aggiunge Loy - dovrebbero essere non generici bassi redditi, spesso autodichiarati, ma quelli di coloro che vivono con redditi fissi.

D’altronde, i Comuni, in questi ultimi due anni, hanno fatto «cassa» per effetto dell’aumento della base imponibile, dovuto sia alla naturale crescita del gettito fiscale, che all’effetto della soppressione delle deduzioni per carichi di famiglia, sostituite dalla reintroduzione delle detrazioni d’imposta. Pertanto si sono registrati aumenti, che noi stimiamo, nel periodo di imposta preso in considerazione, di circa il 3,8% del gettito delle Addizionali anche in presenza di invarianza delle aliquote.

Per questo proponiamo e sosteniamo che per le Addizionali Comunali IRPEF occorra prevedere soglie di deduzione (NO TAX AREA) per i redditi fissi e prevedere per questi la progressività dell’aliquota per scaglioni di reddito.

Si potrebbe pensare, in alternativa, ad un contributo economico (bonus), riservato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e pensionati, che abbiano un reddito fino ai 35.000 euro, sulla scorta di analoghe decisioni prese da alcuni Comuni (Bergamo e Parma) e sulle modalità previste anche dal Decreto anticrisi.

Analizzando i dati raccolti sul campione preso in considerazione, commenta Loy, emerge che nel periodo 2006-2008, 99 Città (il 95% del totale) applicano l’Addizionale Comunale IRPEF. Di queste, 67 Città hanno optato per un aumento dell’imposta, (il 70,2% del totale), 32 hanno confermato l’aliquota dell’anno precedente, mentre 5 continuano a far risparmiare ai propri concittadini il pagamento di questa imposta (Milano, Venezia, Trento, Brescia, Lecco).
I contribuenti, residenti nelle Città oggetto dell’indagine, sono oltre 9,4 milioni. Di questi, 7,7 milioni pagheranno l’Addizionale, mentre 1,1 milione non pagherà l’imposta perché il proprio Comune non la applica. 460 Mila saranno, invece, i contribuenti esonerati dal pagamento di tale balzello, perché la propria Città ha deciso una «soglia di esenzione». Infatti 34 Città hanno previsto delle soglie di esenzione; 3 Città applicano l’aliquota con forme di progressività (Siena, Catania, Cagliari).

GETTITO PROCAPITE
Nel 2008 il gettito pro capite per contribuente più alto si registra a Novara con 194 euro (più 65,8% rispetto al 2006); segue Varese con 194 euro (più 81% rispetto al 2006); Ancona 194 euro (più 65,8% rispetto al 2006); Siena con 191 euro (più 260% rispetto al 2006); Trieste con 188 euro (più 317% rispetto al 2006); Cosenza con 186 euro (più 67,5% rispetto al 2006); Bergamo - nonostante la riduzione dell’aliquota per l’anno in corso - con 183 euro (più 25% rispetto al 2006); Rovigo con 181 euro (più 94,6% rispetto al 2006); Campobasso con 181 euro (più 108% rispetto al 2006); Potenza con 180 euro (più 65% rispetto al 2006).
Se si analizza la differenza del prelievo tra il 2006 e il 2008 emerge che è a Lecce che si registra l’aumento più alto con 162 euro pro capite; seguita da Trieste con 143 euro; Perugia 125 euro; Caltanissetta 109 euro; Piacenza 102 euro; Ragusa 99 euro; Belluno 98 euro; Campobasso con 94 euro.

GETTITO COMPLESSIVO
E’ Roma, invece la Città dove si registra il gettito complessivo più alto con 208,3 Milioni di euro (più 159,6% rispetto al 2006); seguita da Torino 64,5 Milioni di euro (più 67% rispetto al 2006); Genova 61,7 Milioni di euro (più 49% rispetto al 2006); Bologna 44,2 Milioni di euro (più 65,5% rispetto al 2006); Napoli 41,9 Milioni di euro (più 3,8% rispetto al 2006); Trieste 24,8 Milioni di euro (più 315% rispetto al 2006); Palermo 24,2 Milioni di euro (più 107,7% rispetto al 2006); Padova 19,4 Milioni di euro (più 43% rispetto al 2006); Messina 18,2 Milioni di euro (più 66%); Bari 18,2 Milioni di euro (più 3,9% rispetto al 2006).

LE ALIQUOTE
Dalla ricerca emerge che sono 19 le Città che hanno deliberato l’aliquota massima dello 0,8%, 48 applicano un’aliquota compresa tra lo 0,5% e lo 0,79%, 32 applicano un’aliquota compresa tra lo 0,1% e lo 0,49%.

Questo trend è confermato anche dai dati relativi a tutti i Comuni (piccoli, grandi e medi), da cui emerge che, per il 2008 sono 6.139 le Amministrazioni che hanno deliberato l’Addizionale (il 75,7% del totale dei Comuni italiani). Di questi, 884 hanno optato per un aumento dell’aliquota rispetto all’anno precedente, facendo innalzare così l’aliquota media nazionale dallo 0,43% allo 0,46%.

Di fronte a questi dati, conclude Guglielmo Loy, sarebbe saggio e necessario, che i Comuni comprendessero che le scelte politico-finanziarie a livello locale, non saranno ininfluenti rispetto all’»emergenza reddito» che sta colpendo il nostro Paese.

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