1 giugno 2020
Aggiornato 11:00
La «ricetta» Confagricoltura per la crisi economica

«La crisi economica si fronteggia anche sostenendo l’agricoltura e i consumi alimentari»

Appello del Presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni al Ministro Tremonti

«Non si supera la crisi economica senza il sostegno delle imprese agricole.» Lo ha detto il presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, nel corso di una conferenza stampa di fine anno che si è svolta oggi a Roma, rivolgendo il suo appello in particolare al ministro per l’Economia Giulio Tremonti.
Il presidente Vecchioni ha delineato lo scenario in cui versa il settore, stretto tra la diminuzione della produzione, la contrazione dei consumi e una prospettiva relativamente meno sostenuta dell’export.

Dall’inizio del 2008 i prezzi all’origine dei prodotti agricoli hanno subito una contrazione del 13%. Mentre i costi di produzione sono aumentati, nello stesso periodo, del 3,3% e di quasi il 7% da ottobre 2007 a ottobre 2008.

In queste condizioni, la redditività ne risente: nei prossimi mesi potrebbe verificarsi un calo del valore della produzione agricola e del valore aggiunto.

La riduzione delle vendite al dettaglio degli alimentari, che si aggrava giornalmente, è la conferma di una crisi estesa.

«Questa situazione – ha detto il presidente Vecchioni – necessita di vedere affiancate alle misure di politica sociale quelle per le imprese. Tra cui la detassazione parziale dei redditi e la sospensione parziale degli oneri previdenziali, per almeno sei mesi, che introdurrebbero quegli elementi di minor costo per gli operatori necessari a ridare fiato alle economie aziendali ed ai cittadini».

Si tratterebbe, ha spiegato, di un intervento che da solo garantirebbe una maggiore disponibilità per i consumi di 500 milioni di euro, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo.

Occorre inoltre, a parere di Confagricoltura, incidere su diversi piani, alcuni dei quali già toccati dalla manovra economica del governo con provvedimenti in corso di approvazione, però ancora carenti, imprecisi e incompleti rispetto alle reali esigenze delle imprese.

«Mancano - ha continuato il presidente Vecchioni - la definitiva risoluzione della questione dell’ICI sui fabbricati rurali, la stabilizzazione degli sgravi contributivi per le aree montane e svantaggiate, la ridefinizione del regime di credito d’imposta per favorire le attività di internazionalizzazione».

Accanto a queste misure di immediata urgenza, Confagricoltura ne propone altre di natura economica e fiscale su cui confrontarsi nelle prossime settimane.

«E’ essenziale - ha detto il presidente – puntare sull’ammodernamento e la ristrutturazione delle imprese, anche cogliendo l’occasione della rivisitazione dei programmi di sviluppo rurale, al fine di favorire la produzione e garantire l’occupazione. Occorrono poi misure fiscali concrete per ridurre i costi per le imprese, rilanciare i consumi alimentari, sviluppare gli investimenti. Ma c’è bisogno anche di intervenire nella filiera, per alleggerirla a monte, nella fornitura dei mezzi tecnici, ed a valle nella formazione del prezzo finale al consumatore».

Il presidente della Confagricoltura ha infine evidenziato come il superamento delle sovrastrutture amministrative - come le Provincie, inadeguate alle esigenze dei cittadini e delle imprese - e degli eccessi burocratici comporterebbe risparmi significativi utilizzabili per il finanziamento di programmi di sviluppo e di servizio alla società.

Allegato:
Misure anti-crisi (PDF)

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