14 giugno 2024
Aggiornato 21:30
L’effetto psicosi, in passato, è già costato all’agricoltura italiana 5 miliardi di euro

«Diossina: verifiche e controlli senza alimentare l’effetto psicosi»

La suinicoltura italiana impegna oltre 100 mila addetti e vale circa il 17 per cento del fatturato di tutto il settore zootecnico del Paese

Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, Bse, Aviaria e «mozzarella inquinata» sono già costati all’agricoltura italiana più di 5 miliardi euro. La suinicoltura italiana impegna oltre 100 mila addetti e vale circa il 17 per cento del fatturato di tutto il settore zootecnico del Paese.

Giusto mettere in campo tutte le forze per i controlli e le verifiche sulla eventuale presenza di diossina nelle carni. Tutte le tutele per i consumatori sono imprescindibili, ma il caso della carne di maiale contaminato da diossina in Irlanda non deve minare la sopravvivenza economica di chi produce carne di qualità in Italia. Tra allarmi Bse, Aviaria e diossina l’agricoltura italiana ha già contato perdite per oltre 5 miliardi di euro.

Ad affermarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ricorda come il comparto suinicolo italiano impiega oltre 100 mila addetti, e con circa 2,2 miliardi di euro di fatturato medio annuo, rappresenta circa il 17 per cento di tutta l’economia zootecnica del Paese e ben l’8 per cento degli introiti totali dell’industria alimentare. Nel nostro Paese -spiega la Cia- vengono allevati più di 9 milioni di maiali e gli allevamenti mantengono un alto standard qualitativo.

Questa vicenda -prosegue la Cia- tra l’altro esplode a ridosso del periodo più «caldo» per la commercializzazione dei trasformati da carne suina, quindi un eventuale effetto psicosi, che appare oggi oggettivamente infondato, provocherebbe un danno incalcolabile per il settore che già vive una con giuntura particolarmente negativa. Gli italiani consumano circa 2,3 milioni di tonnellate di prodotti suini, tra carne per il consumo fresco e salumi e il 15 per cento del totale proprio nel periodo natalizio. L’Italia -conclude la Cia- è il secondo esportatore mondiale di lavorati di carne di maiale.