27 maggio 2024
Aggiornato 03:00
Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 02 dicembre 2008 n. 461/e

Irpef: detrazioni per carichi di famiglia dall’imposta lorda

I soggetti a carico non devono aver conseguito un reddito superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili

Con la risoluzione del 2 dicembre 2008, n. 461/E l'Agenzia delle Entrate, ha ricordato come l'articolo 12 del Tuir stabilisce che per poter fruire della detrazione ' per ogni altra persona indicata nell'art. 433 del c.c. è necessario che questa conviva con il contribuente oppure riceva da lui assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'Autorità giudiziaria.

Per i soggetti a carico, inoltre, è necessario che non abbiano conseguito un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili.
Come noto, ai sensi dell'art. 12, comma 1, lettere c) e d), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (c.d. Testo Unico delle Imposte sui Redditi), come modificato da ultimo dall'art. 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2006 n. 296 - legge finanziaria per il 2007 -, dall'imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia i seguenti importi:
- 800 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati» e «la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro»;
- 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, per ogni persona indicata nell'articolo 433 del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'autorità giudiziaria. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 80.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro».

L'art. 12 del TUIR, come ricordato, stabilisce che per poter fruire della detrazione «per ogni altra persona indicata nell'art. 433 del c.c.» è necessario che questa conviva con il contribuente oppure riceva da lui assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell'Autorità giudiziaria.
Per i figli non è, invece, richiesto il requisito della convivenza o la prova degli assegni alimentari.
Inoltre è richiesto che tutti i soggetti «a carico» non abbiano conseguito un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Agenzia delle Entrate, Risoluzione del 02 dicembre 2008 n. 461/e