17 giugno 2024
Aggiornato 08:00
Flussi migratori

«Chiudere i flussi migratori d’ingresso servirebbe solo a moltiplicare lavoro nero e irregolarità»

La Uil chiede sul fronte immigrazione scelte coraggiose, equilibrate ed utili

La Uil condivide la possibile scelta dal Governo sul decreto flussi 2008, nonché comprende la preoccupazione dell’Esecutivo sugli effetti che la recessione potrà avere sui livelli occupazionali, a partire da quello degli immigrati e quindi sulla necessaria prudenza delle misure da prendere in materia di nuovi flussi, ma considera un errore chiudere – come proposto dalla Lega - le frontiere per due anni al lavoro regolare, in quanto il rischio è quello della crescita della «clandestinità» e del lavoro nero.

Quanto è accaduto negli ultimi sette anni, in materia di flussi migratori, lo sta a dimostrare: la popolazione migrante in Italia si è triplicata quasi solo in forma irregolare, sanando solo a posteriori con i decreti flussi la propria posizione. Un non governo dell’immigrazione che ha portato a gravi lacerazioni sociali.

Inoltre, se il Governo deciderà di congelare per due anni i percorsi regolari d’ingressi per lavoro, dovrà anche dire cosa intenda fare dell’esercito di immigrati irregolari (forse un milione) che già vivono e lavorano con noi e che non si può pensare di liquidare con espulsioni massa. E che fare ancora con i lavoratori stranieri regolari che perderanno il lavoro e non riusciranno a trovarne uno nuovo in sei mesi ?

Per la UIL, nei momenti difficili, l’autorevolezza della politica si misura dalla capacità di attuare scelte coraggiose nel governo dell’economia e delle dinamiche sociali. Per questo chiede:

a) di non chiudere le frontiere all’ingresso di lavoro regolare; ma di programmare con cura gli ingressi nel 2009, in misura funzionale al mercato del lavoro;
b) di portare il permesso di soggiorno in attesa di occupazione da sei mesi ad un anno. Questo darebbe più tempo agli immigrati che perdono il lavoro di trovarne un altro regolare e di godere degli ammortizzatori sociali, tra cui l’indennità di disoccupazione prevista oggi di durata da 8 mesi ad un anno;
c) una risposta coraggiosa al problema degli immigrati senza permesso, ma che sono in possesso di un lavoro e di un posto dove vivere, dando loro una chance per emergere da una vita di lavoro nero e assenza di diritti.