19 giugno 2021
Aggiornato 01:30
I sindacati della dirigenza medica scrivono al ministro Sacconi

«No all'approvazione del nuovo statuto Onaosi»

Due i punti della riforma Onaosi che hanno «acceso» la rivolta dei sindacati

I sindacati della dirigenza medica scrivono al ministro Sacconi esortandolo a non approvare il nuovo statuto Onaosi, l'Opera nazionale per l'assistenza agli orfani dei sanitari italiani. I due punti della riforma Onaosi che hanno 'acceso' la rivolta dei sindacati sono: «la carente democraticità» nella composizione del Comitato di indirizzo e del Consiglio di amministrazione e l'aumento della quota mensile di contribuzione, «pari al 20%».

La lettera e' firmata dai sindacati: Aaroi; Anpo; Ascoti; Fials medici; Fassid; Federazione Cisl medici; Federazione medici Uil Fpl; Fesmed; Fp Cgil medici. «Cara collega, caro collega sul cedolino della tua busta paga, oltre gli arretrati da pagare a partire dal gennaio 2008, troverai un aumento del 20% del contributo per la Fondazione Onaosi. In termini assoluti - scrivono i sindacati - si tratta al mese di pochi euro in più (si passa da 10 euro a 12,26 per chi ha più di 5 anni di anzianità), ma il fatto di dover subire un maggior prelievo obbligatorio, deciso da chi non ci rappresenta non e' più accettabile».

L'attuale statuto prevede, infatti, la nomina della maggioranza dei componenti del Cda da parte degli Ordini professionali, «con il risultato paradossale - sottolinea l'Intersindacale - che la Fondazione e' gestita da persone espressione di interessi non corrispondenti alla categoria dei dirigenti medici e veterinari. Ecco perché chiediamo al ministro Sacconi di non approvarlo». Per l'Intersindacale, la strada da seguire per una riforma della Fondazione e' quindi un'altra. «Noi - spiegano i sindacati medici firmatari della lettera - vogliamo salvaguardare e rilanciare l'Onaosi, condividendo il fine istituzionale dell'assistenza agli orfani dei medici, ampliandone anche i modi e le tipologie di intervento, ma crediamo sia indispensabile una gestione da parte dei soli rappresentanti eletti tra i contribuenti. Informazione e trasparenza, democrazia e condivisione, sono gli obbiettivi che vogliamo perseguire per la nostra Fondazione, patrimonio di oltre cento anni di contributi dei medici e veterinari dipendenti».