11 luglio 2020
Aggiornato 01:00
Pubblico impiego

Parte la mobilitazione regionale e se non arrivano risposte lo sciopero nazionale

Tre giornate di sciopero che si svolgeranno i tre distinte date, una per il nord, una per il centro e una per il sud e le isole. Poi, in assenza di adeguate risposte e prima dell'approvazione della legge finanziaria, via allo sciopero generale del pubblico impiego

Tre giornate di sciopero che si svolgeranno i tre distinte date, una per il nord, una per il centro e una per il sud e le isole. Poi, in assenza di adeguate risposte e prima dell'approvazione della legge finanziaria, via allo sciopero generale del pubblico impiego. E' questa la risposta che Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Uil Pa, consegnano al governo, al termine di quattro ore di segreteria unitaria, sul rinnovo del contratto degli statali e sulla riforma della pubblica amministrazione. Una doppia protesta che vedrà, a conti fatti, la mobilitazione regionale partire tra ottobre e novembre e quella generale tra metà novembre e gli inizi di dicembre.

«E' necessario prendere atto -dicono all'unisono i leader di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Carlo Podda, Rino Tarelli, Carlo Fiordaliso e Salvatore Bosco- che la mobilitazione articolata per comparti non ha prodotto, fin qui, un reale avvio del confronto ne' con il governo, ne' con le regioni, ne' con i comuni; che le risorse stanziate continuano ad essere quelle fino ad oggi considerate insufficienti; che vengono avanzate proposte di superamento del contratto nazionale per le autonomie e la sanità nonché ipotesi di elargizione unilaterale dei benefici contrattuali e che sono stati riconfermati i tagli alle risorse della contrattazione integrativa».

Per questo i sindacati chiedono l'apertura di «un tavolo più in generale» che veda il coinvolgimento «di tutte le controparti pubbliche» al fine di riproporre l'insieme di questi problemi. E', dunque, per ottenere l'avvio di questo negoziato e l'individuazione di soluzioni utili che Cgil, Cisl e Uil «hanno deciso di avviare, nei tempi più brevi consentiti dalla legge, le procedure per lo svolgimento di tre giornate di sciopero in tre distinte date, una per il Nord, una per il Centro e una per il Sud e le isola». Se al termine di questa tornata il governo non dovesse ancora fornire «adeguate risposte», concludono i leader sindacali, «saremo costretti a proclamare, prima dell'approvazione della legge finanziaria, un ulteriore giornata di sciopero con manifestazione nazionale». (Adnkronos)