Appalti: Annullamento dell’aggiudicazione regolarizzazione contributiva
L’impresa aveva non aveva rivelato l’esistenza di una procedura di regolarizzazione contributiva
Con sentenza del 17 settembre 2008 n. 4386 la Sez. V del Consiglio di Stato ha stabilito la legittimità della decisione di una stazione appaltante di annullare l’aggiudicazione dell’appalto dopo aver verificato che l’impresa non aveva rivelato l’esistenza di una procedura di regolarizzazione contributiva.
In particolare il Consiglio di Stato ha avallato il comportamento dell’appaltante che aveva giudicato scorretto il comportamento dell’impresa che, in presenza di una clausola del bando di gara che subordina la partecipazione alla regolarità contributiva, aveva taciuto il fatto.
Il Consiglio di Stato peraltro aveva già chiarito che, in presenza di una clausola che subordina la partecipazione alla regolarità contributiva, la posizione del partecipante che abbia in atto un procedimento di regolarizzazione è legata alla circostanza che «l’impresa abbia sostenuto la propria offerta con una documentata procedura di sanatoria relativa agli adempimenti contributivi» (Cons. Stato, Sez. IV, 30 gennaio 2006, n. 288).
Alla luce di quanto sopra per il Consiglio di Stato è legittima quindi la decisione della stazione appaltante di annullare l’aggiudicazione una volta verificato che l’impresa aveva sottaciuto l’esistenza di una procedura di regolarizzazione, impedendo ad essa, anche a garanzia della par condicio, di valutarla ai fini dell’ammissione.
Ed è del tutto evidente che, in un tale contesto la stazione appaltante possa sanzionare il comportamento della parte che abbia omesso di palesare circostanze rilevanti ai fini dell’ammissione.
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