23 gennaio 2022
Aggiornato 17:00
Welfare

Assessore Valdegamberi a presentazione 7° rapporto SPI-CGIL

«Necessaria nuova ‘governance’, approvare legge su fondo non autosufficienza»

L’Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, Stefano Valdegamberi, è intervenuto stamani a Roma, in qualità di coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, alla presentazione del settimo rapporto dello Spi Cgil sull’Osservatorio sul welfare locale, tenutosi al Centro Congressi Frentani.

L’Assessore ha parlato a nome delle Regioni italiane indicando, in estrema sintesi, nell’invecchiamento della popolazione, nell’esplosione della non autosufficienza, nelle difficoltà della famiglia, nella diffusione delle povertà, nella disabilità e non autosufficienza, i fenomeni sociali a cui gli enti locali ed il loro sistema di welfare quotidianamente devono fare fronte. La famiglia, secondo Valdegamberi «va riconosciuta anche nel suo valore di ammortizzatore sociale primario e di volano insostituibile per moltiplicare le risorse e i servizi».

Egli ha poi rilevato, condividendo l’analisi del Rapporto, che i welfare oggi esistenti nelle regioni sono diversi in termini di gestione ed organizzazione con differenti conseguenti nell’accesso ai servizi e alle prestazioni per i cittadini. «Tanto che – ha detto – il coordinamento degli assessori regionali alle politiche sociali ha di recente approvato un glossario su prestazioni e servizi per rendere omogeneo e condiviso il linguaggio sulle diverse tipologie di offerta a livello nazionale». Secondo l’Assessore veneto, le maggiori criticità del welfare italiano sono: la previdenza con la sua spesa sociale del 66,7 %, mentre la sanità si attesta al 24 % e l’assistenza all’8,1%; il consumo di risorse socio-sanitarie che, per gli ultra 75 anni, è 11 volte superiore alla classe d’età 25-34 anni; i pazienti cronici che sono il 25% della popolazione e assorbono il 70% della spesa; il divario territoriale segnalato dall’Istat per cui si va dai 146 euro di spesa per abitante del Nord-Est ai 40 euro del Sud; le diverse politiche sociali tra comune e comune.

«E allora – ha continuato – vanno risolte alcune questioni principali. Innanzitutto il federalismo, cioè il nuovo assetto di governance istituzionale che realizza la riforma del Titolo V della costituzione e la creazione di un livello minimo di assistenza. Il Governo se ne deve far carico se vuole dare risposte ci cittadini. Va superato – ha ribadito - come fa la recente bozza sul federalismo, il concetto di spesa storica e le risorse vanno utilizzate con efficacia e per raggiunge gli obiettivi previsti e i risultati attesi». Sul non autosufficienza, ha sollecitato «l’approvazione definitiva di una legge quadro con adeguate risorse e che applichi il principio di sussidiarietà orizzontale, all’interno del quale sia ben evidenziato e valorizzato il protagonismo locale e di tutto il terzo settore» .