12 dicembre 2019
Aggiornato 19:00
Sviluppo regionale

La Regione Sardegna ripensi le modalità e gli strumenti di intervento

Emigrazione, disoccupazione e spopolamento colpiscono duramente le zone interne e i comuni minori dell'Isola

«È urgente una forte e immediata iniziativa a favore dei piccoli comuni e delle aree interne dell'Isola ormai oggetto di un processo di tendenziale estensione e al centro di una crisi economica e sociale». E' quanto si legge in un comunicato stampa del segretario generale della Cisl Sarda, Mario Medde «È altresì indispensabile -prosegue la nota- un piano di interventi selettivi che affronti il problema dei servizi e del lavoro per garantire nel medio e lungo periodo un'inversione nelle disparità infraregionali che riguardano sia gli indicatori demografici che quelli economici e sociali. La quasi totalità dei comuni sino ai 3.000 abitanti ubicati nelle aree interne registrano un calo di residenti e appare in crescita l'area dei comuni collocati tra i 500 e i 3.000 abitanti».

«Il processo in atto -spiega con preoccupazione Medde- è quello di uno spopolamento progressivo a favore delle aree costiere e delle città, che pongono già da oggi problemi di congestione dei servizi e di altra natura non meno rilevante sul piano sociale e della vivibilità. Gli indicatori che attestano le disparità di sviluppo riguardano il tasso di crescita medio/annuo, l'indice di vecchiaia, la densità abitativa, l'indice di dipendenza e il valore aggiunto ai prezzi base. n'inversione nella tendenza in atto può avvenire solo in presenza di un forte rilancio dello sviluppo rurale, che non può essere solo conservazione dell'esistente, ma che deve soprattutto puntare su una maggiore offerta di infrastrutturazione materiale e immateriale, sul potenziamento dei servizi socio-sanitari, scolastici e dei servizi a rete e telematici. Ma, è altresì fondamentale, promuovere le precondizioni di un nuovo sviluppo industriale incentrato sul manifatturiero e sull'agroalimentare, con una dimensione medio-piccola delle intraprese».

«Proprio mentre parte il piano di sviluppo rurale adottato dalla Regione Sardegna, -prosegue ancora il comunicato- che punta ad un miglioramento competitivo delle aziende agricole per promuovere il collegamento delle filiere, il rischio enorme, che purtroppo diventa di giorno in giorno realtà, è che questo strumento si cali in territori sempre più falcidiati dall'emigrazione giovanile, dall'abbandono delle campagne, dall'assenza delle strutture fondamentali e periferiche dello Stato (si pensi alla scuola, alla formazione, alle strutture che un tempo davano senso e significato alla presenza dello Stato, come ad esempio le ferrovie, l'Anas, le poste, i servizi del parastato). La desertificazione di vasti territori e la tendenziale estinzione di numerose comunità rischia di vanificare non solo l'efficacia del piano di sviluppo rurale ma la stessa speranza di modificare nel medio periodo l'intero processo di sviluppo dell'Isola».

«Per questi motivi la CISL sarda -aggiunge Medde- ritiene fondamentale che la Regione sarda affronti alcuni problemi prope-deutici ad un nuovo modello di sviluppo nelle zone interne e nei comuni demograficamente minori: il ra-dicamento dei giovani e le opportunità lavorative a ciò necessarie, l'attrattività che hanno per le famiglie i servizi scolastici e socio-sanitari, il miglioramento delle reti infrastrutturali e di trasporto, la reale valorizzazione dell'attività agricola e dell'allevamento, la promozione delle produzioni locali e dell'artigianato, la valorizzazione e un reale sostegno alla fruizione dei beni ambientali e culturali».

«In questa direzione -conclude il segretario generale della Cisl Sardegna- il sistema creditizio deve poter svolgere un ruolo primario, non solo nel sostegno e rilancio dell'agricoltura e dell'allevamento, ma anche nel recupero produttivo e sociale delle zone interne e dei comuni minori. Solo così sarà possibile uno sviluppo integrato tra aree interne, urbane e costiere e uno sviluppo equilibrato dell'intera Isola per diventare competitiva nelle dinamiche nazionali ed europee».