23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Segnalazione di Confartigianato all’Autorità

«Per le piccole imprese i prezzi più alti dell’Ue: 52% in più. Nell’ultimo anno rincari del 14,9%»

Il Presidente Guerrini “Interventi per garantire effettiva concorrenza nel mercato elettrico” - Il Presidente Ortis: “Attenti a problematiche PMI, già da settembre possibili iniziative regolatorie”

Mercato libero dell’energia ancora per poche imprese e ancora poco conveniente. E intanto i prezzi continuano a salire. Da luglio 2007 ad oggi il costo dell’energia elettrica per le piccole imprese è aumentato del 14,9%. Risultato: in un anno i piccoli imprenditori che operano sul mercato tutelato hanno dovuto spendere 505,1 milioni di euro in più. E si conferma un primato negativo: le piccole imprese italiane pagano i prezzi dell’energia elettrica più alti dell’Ue: fino al 52% in più rispetto ai competitors europei.

Lo denuncia un rapporto curato dall’Ufficio studi di Confartigianato, che il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha presentato in anteprima al Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e del Gas Alessandro Ortis, il quale, confermando attenzione ai problemi evidenziati da Confartigianato, ha assicurato «l’impegno, già da settembre, per possibili specifiche iniziative regolatorie, oltre a proseguire il lavoro per promuovere una sempre più effettiva concorrenza nel mercato dell’energia». Circa tali interventi rapidi e per la parte di competenza, l’Autorità intende prevedere un provvedimento che renda più graduale il necessario passaggio verso i prezzi multiorarii, anche per le piccole e medie imprese beneficiarie della maggior tutela.

Secondo il rapporto di Confartigianato i rincari subiti dalle piccole imprese nell’ultimo anno sono superiori di 5 punti rispetto a quelli che hanno colpito le famiglie e doppi rispetto alla media degli aumenti registrati nei Paesi dell’area euro.
Colpa del caro-petrolio, ma non solo. Secondo il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini «gli effetti dello shock petrolifero sulla bolletta elettrica delle aziende potrebbero essere più contenuti se in Italia avessimo un mercato dell’energia realmente libero e animato da vera concorrenza ed un sistema di distribuzione e di trasmissione efficiente e trasparente».

Gli imprenditori – come emerge dal Rapporto di Confartigianato che contiene un sondaggio ad un campione di 4.200 imprese con meno di 20 addetti – sono diffidenti circa la convenienza economica e la qualità delle offerte di energia sul mercato libero. Risultato: nonostante siano passati 4 anni dall’apertura del mercato dell’energia, soltanto il 18,1% delle piccole imprese (pari a 475.472 aziende) oggi si approvvigiona di elettricità sul mercato libero. Il restante 81,9% di piccole imprese (3.180.465 aziende) opera nel cosiddetto mercato di maggior tutela nel quale i prezzi vengono aggiornati ogni trimestre dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.

«Ma le cose – sottolinea il Presidente Guerrini - potrebbero peggiorare. Dal primo gennaio 2009, infatti, per le piccole imprese che operano sul mercato di maggior tutela (vale a dire 3.180.465 piccole aziende) entrerà in vigore la profilazione per fasce orarie che pur rendendo i prezzi dell’energia elettrica più aderenti ai reali costi di produzione, potrebbe determinare aggravi di spesa per chi consuma nelle ore diurne dei giorni feriali, cioè proprio quelle in cui si concentra il 91,3% dei consumi di energia del campione di piccole imprese esaminato. Confartigianato ha stimato che questo nuovo sistema potrebbe comportare un ulteriore aumento di 384 milioni di euro, equivalente a 120,7 euro in più per ciascuna impresa. Sono necessari interventi rapidi – ha concluso il Presidente di Confartigianato Guerrini - perché il sistema delle piccole imprese non può continuare a sostenere questi rincari».