7 dicembre 2019
Aggiornato 15:30
Il manifatturiero pordenonese “tiene botta” al bilancio negativo nazionale

Pordenone: dati congiunturali del II trimestre 2008

Il II trimestre 2008 si è chiuso con il segno meno davanti ai principali indicatori economici: -1,4% la produzione, -0,9% il fatturato

Il manifatturiero pordenonese «tiene botta» al bilancio negativo nazionale.
Sono disponibili i primi risultati, relativi al secondo trimestre 2008, della consueta indagine congiunturale della provincia di Pordenone, commissionata dalla Camera di Commercio di Pordenone alla società Questlab Srl di Mestre. I primi dati disponibili riguardano, in particolare, l’andamento del manifatturiero.

«Unioncamere ha da poco diffuso i dati della congiuntura nazionale, che evidenzia come questa sia un’estate difficile per l’industria manifatturiera italiana – commenta il presidente della Cciaa Giovanni Pavan - Il II trimestre 2008 si è chiuso infatti con il segno meno davanti ai principali indicatori economici: -1,4% la produzione, -0,9% il fatturato».

Lo stesso trend si è verificato nel Nord Est (produzione -0,6%, fatturato -0,3%); un bilancio negativo da ricondurre principalmente alle difficoltà delle piccole imprese.
«Quelle piccole e medie imprese che invece qui, in provincia di Pordenone – continua Pavan – danno prova di resistere. La variazione tendenziale dei principali indicatori, cioè quella riferita allo stesso periodo del 2007, infatti, mostra risultati ancora positivi, seppur con valori in ulteriore rallentamento rispetto a quelli registrati nel trimestre precedente».

Questi i valori: +1,8% della produzione (contro il +3,6% del trimestre precedente) e +3,8% del fatturato complessivo (contro il +5,4% del trimestre precedente), ancora sostenuto dai buoni risultati del fatturato estero che cresce del +9,2% (lo stesso dato del primo trimestre). Gli ordini esteri aumentano del +10,2% (lo scorso trimestre questa voce segnava un -2,1%), mentre quelli interni sono praticamente stazionari (-0,8%).
«Per il trimestre in corso – conclude Pavan – una nota ottimistica viene da un ambito fondamentale della nostra economia: il commercio internazionale. Le 265 imprese che hanno collaborato all’indagine, rispondendo al questionario, si attendono infatti la sostanziale tenuta degli ordini dall’estero».