6 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Carburanti, ADOC: «basta speculazioni e doppia velocità!»

«Da maggio petrolio in calo del 19%, benzina e gasolio aumentano del 2% e 3%»

Il petrolio ha toccato quota 120 dollari, circa il 19% in meno rispetto a tre mesi fa, quando arrivò a quota 147 dollari a barile. Una buona notizia per l’Adoc, se non fosse che, nonostante il calo, il prezzo dei carburanti nello stesso periodo sia aumentato.

«Si fermi subito questa intollerabile doppia velocità del prezzo della benzina alla pompa – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – rapidissimo a percepire l’aumento del prezzo del greggio, lento nel caso opposto. In 3 mesi il costo di un barile di greggio è diminuito del 19%, mentre un litro di benzina costa il 2%,uno di gasolio il 3,4%. Con un ribasso così forte, ci sarebbe dovuto essere un calo di almeno 10-12 centesimi del prezzo alla pompa. Invece dobbiamo registrare l’ennesimo, ingiusto aumento. Frutto di un’odiosa speculazione a danno delle tasche dei consumatori»

Secondo l’Adoc, rispetto all’estate 2007, il costo della benzina è aumentato di circa il 13%.

«In un anno un pieno di benzina costa poco meno di 9 euro in più – continua Pileri – per uno di gasolio ci vogliono ben 17 euro in più. I continui rincari dei carburanti hanno, finora, prodotto un danno di circa 400 euro per le famiglie, costrette a rinunciare all’utilizzo della macchina. Un automobilista su dieci, circa 2 milioni di persone non ne fa più uso, mentre 6 milioni, circa uno su cinque, la utilizzano solo una volta alla settimana. In totale, 8 milioni di automobilisti che hanno modificato radicalmente le loro abitudini.»

Per l’Adoc va operato un taglio delle accise di almeno il 15%.

«Abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004 – continua Pileri - e poi rese permanenti, per un taglio di almeno 15 centesimi sul prezzo al consumo dei carburanti. Ad oggi le tasse incidono per più del 50%, considerando accise e Iva ma molte delle accise risalgono alla guerra di Abissinia del 1935, al terremoto del Belice del 1968 o a quello dell’Irpinia dell’80. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Con il taglio sarebbe possibile un risparmio per i consumatori: chi possiede un’auto a benzina spenderebbe in media 360 euro in meno su base annua, mentre con un’auto a gasolio si risparmierebbero 180 euro l’anno. Inoltre, i prezzi dei prodotti trasportati, come gli alimentari, potrebbe subire un ribasso di circa il 20%, tornando ai livelli di un anno fa».