23 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Tasso di sviluppo positivo

Crotone: demografia delle imprese nel I° trimestre 2008

Cresce il numero delle imprese iscritte presso la Camera di Commercio di Crotone: si passa dalle 17.609 imprese di fine marzo alle 17.789 di fine giugno

L'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone ha elaborato i dati relativi alle iscrizioni, cessazioni e variazioni di impresa relativi al secondo trimestre dell’anno 2008 (Movimprese). Tale elaborazione rientra tra le diverse attività di analisi e studio realizzate dall’ente camerale al fine di approfondire la conoscenza del sistema economico provinciale sia in chiave strutturale che congiunturale. I dati sul numero di imprese iscritte e cessate, unitamente agli altri dati forniti nel corso dell'anno, consentono alle istituzioni operanti sul territorio di disporre di informazioni tempestive per tastare il polso dell'economia locale e programmare idonei interventi.

Tasso di sviluppo positivo.
Cresce il numero delle imprese iscritte presso la Camera di Commercio di Crotone: si passa dalle 17.609 imprese di fine marzo alle 17.789 di fine giugno. La provincia di Crotone fa registrare un tasso di sviluppo positivo dell’1,03% e si colloca in sesta posizione nella graduatoria nazionale per tassi di crescita trimestrali, subito dopo Massa, Prato, Vibo, Novara e Savona.
I dati della rilevazione Movimprese di Infocamere evidenziano che sono 448 le nuove iscrizioni, per un tasso di natalità del 2,54%; le cessazioni invece hanno interessato 270 imprese, per un tasso di mortalità reale (ossia, al netto delle cancellazioni d’ufficio) dell’1,52%.

Andamento per settore di attività.
Approfondendo l’analisi a livello settoriale, si rileva che i settori che hanno contribuito positivamente alla crescita registrata nel secondo trimestre sono: agricoltura, caccia e silvicoltura con 172 nuove iscrizioni per un tasso di sviluppo del 2,74%; commercio ingrosso e dettaglio, riparazioni beni personali per la casa, con 74 nuove iscrizioni a fronte di 59 imprese cessate, per un tasso di sviluppo dello 0,34%; a seguire, gli alberghi e ristoranti con 15 nuove imprese ed un tasso di sviluppo dell’1,15%; l’intermediazione monetaria e finanziaria con 9 nuove imprese (4,24%); l’attività immobiliare, noleggio, informatica, ricerca (16 nuove iscrizioni ed un tasso di sviluppo dello 0,88%). A chiudere il trend di crescita positivo per significatività dei valori assoluti, sono le imprese del settore pesca, piscicoltura e servizi connessi che fanno registrare un tasso di sviluppo pari al 2,78% e le imprese che si occupano di estrazione di minerali, con un tasso di sviluppo del 5,88%. Rilevante aumento anche per le imprese non classificate, ossia quelle che ancora non hanno denunciato l’inizio attività, con un tasso di sviluppo del 4,50% e ben 71 nuove iscrizioni.
Decrementi piuttosto significativi sono invece ascrivibili al settore attività manifatturiere (40 cessazioni, a fronte di 16 nuove iscrizioni, per un tasso di sviluppo del –1,39%); costruzioni, con 81 imprese cessate ed una perdita dello 0,65%; trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (10 cessazioni per un tasso di –1,58%); altri servizi pubblici, sociali e personali, con 13 imprese cessate ed un tasso di sviluppo negativo dello 0,90%. Pressoché invariati in valore assoluto i rimanenti settori.
In aumento le attività legate all’agricoltura, segno di una caratterizzazione costante del tessuto imprenditoriale provinciale che risulta composto per il 28,3% da imprese che operano appunto nel settore agricolo, per il 25% dal commercio all’ingrosso ed al dettaglio, per il 13,7 % dal settore edile e per il 9,6% da attività manifatturiere.
Ancora esigua la presenza di alberghi e ristoranti (4,0%), attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (3,9%), attività di trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (3,2%), altri servizi pubblici, sociali e personali (2,5%), intermediazione monetaria e finanziaria (1%).
Incidenza minima, con un peso vicino allo zero sul totale delle imprese crotonesi, per i seguenti settori: sanità ed altri servizi sociali (0,4%), istruzione (0,3%), pesca, piscicoltura e servizi connessi (0,2%), estrazioni di minerali (0,1%).

Incremento per le società di capitali.
Dominano ancora sull’economia provinciale le ditte individuali che, in termini di valore assoluto, contano 12.978 imprese, in aumento dell’1% rispetto al primo trimestre.
Incremento anche per le società di capitali che, con 1.996 imprese, fanno registrare un tasso di sviluppo dell’1,22%, a conferma della tendenza da parte degli imprenditori locali a preferire forme giuridiche più solide e strutturate che meglio possono sostenere la competizione dei mercati.
Aumentano anche le società di persone dello 0,95% che raggiungono quota 2.010 unità.
Le imprese con altra forma giuridica registrano un tasso di sviluppo dell’1,13% per un totale di 805 imprese.
La predominanza di strutture organizzative semplici risulta essere ancora più evidente se si osserva la composizione percentuale del tessuto economico provinciale costituito per il 73,0% da ditte individuali, per l’11,3% da società di persone, per l’11,2% da società di capitali e per il restante 4,5% da altre forme giuridiche.
In calo le imprese artigiane.
Analizzando il comparto artigiano, si rileva un decremento delle imprese registrate che passano dalle 3.708 dello scorso trimestre alle 3.631 imprese di giugno, con un saldo negativo di 77 imprese.
Le nuove iscrizioni sono 71, pari ad un tasso di natalità dell’1,91%, a fronte di 148 cessazioni, per un tasso di mortalità del 3,99%. Ne deriva un tasso di sviluppo negativo del 2,08%, valore che posiziona la nostra provincia all’ultimo posto nella graduatoria nazionale per tassi di crescita trimestrale riferiti alle imprese artigiane.
Andamento per settore di attività.
Si registrano perdite in tutti i settori nei quali operano le imprese artigiane ed in particolare nel settore delle costruzioni (73 cessazioni per un tasso di sviluppo negativo del 2,36%), manifatturiero (39 cessazioni per un tasso del –2,08%), altri servizi pubblici sociali e personali (-1,66%), agricoltura, caccia e silvicoltura (-10,81%), attività immobiliare noleggio, informatica e ricerca (-3,33%), commercio ingrosso e al dettaglio, riparazione beni personali e per la casa (-0,88%), trasporti immagazzinaggio e comunicazioni (-0,82%). Stabili gli altri settori.
Resta da sottolineare che per le imprese artigiane in nessun settore si rilevano tassi di sviluppo positivi.
Il tessuto artigiano della nostra provincia è ancora caratterizzato dalla prevalenza di attività di tipo tradizionale e risulta essere composto per il 39,8% dal settore edile, per il 31% dal manifatturiero, per il 9,3% dal commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazioni beni personali e per la casa, per l’8,2% dagli altri servizi pubblici, sociali e personali, per il 6,7% dai trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, per il 3,2% dalle attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca e per l’1% dal settore agricolo, della caccia e silvicoltura.

Incremento delle società di persone.
Le perdite totalmente sono ascrivibili alle ditte individuali che, alla fine del secondo trimestre 2008, risultano essere pari a 3.199, frutto di 56 nuove iscrizioni e ben 138 cessazioni, per un tasso di sviluppo negativo pari a –2.50%. In lieve aumento le società di persone con 351 imprese registrate e un tasso di sviluppo dell’1,45%. Sostanzialmente invariato lo stock di imprese esercitate sotto forma di società di capitali e altre forme giuridiche.
Ne consegue una variazione della composizione per forma giuridica del tessuto imprenditoriale artigiano con l’88,1% di ditte individuali, seguite dalle società di persone (9,7%), dalle società di capitali (2%) e dalle altre forme giuridiche (0,3%).