16 ottobre 2021
Aggiornato 03:30
«Le tasse sono più alte dove i livelli di reddito sono più elevati»

Tasse locali: Milano al top

Bortolussi: «Dove si pagano maggiori tasse, almeno in linea teorica, i livelli sia quantitativi sia qualitativi dei servizi sono migliori»

Vale tanto quanto lo stipendio di un impiegato di alto livello la pressione tributaria locale rilevata in Italia. Stando all’ultima analisi effettuata dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre sfiora, infatti, i 1.500 euro procapite (per la precisione 1.469 ¤).
Ma questa è solo la media. Ciò che colpisce, in effetti sono i dati registrati a Milano (2.016 ¤ pro capite), Pavia (1.947 ¤), Roma (1.940 ¤), Bologna (1.929 ¤); ad Enna, invece, si trova la media più bassa con soli 647 euro.

Sono questi i principali risultati emersi da un’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha analizzato il «peso», sul portafoglio dei cittadini italiani, della pressione tributaria locale intesa come rapporto tra la sommatoria delle entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione e la popolazione residente. Imposte, ricordiamolo, che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti. Il Comune, ad esempio, ha come principale fonte di gettito l’Ici, l’addizionale comunale Irpef e la tariffa per l’asporto dei rifiuti urbani, La provincia, invece, l’imposta sulla Rc auto, l’addizionale sulla bolletta dell’Enel e nell’imposta di trascrizione. La Regione, infine, può «giovarsi» della riscossione di una imposta importantissima come l’Irap, della compartecipazione dell’Iva, dell’addizionale regionale sull’Irpef e della compartecipazione sulle accise della benzina.

E a fare la parte del leone nella ‘quota’ di esborsi dei contribuenti, secondo gli esperti della CGIA di Mestre, sono i tributi regionali che incidono sul totale per il 55, 8 %; seguiti da quelli comunali (38, 5%) e da quelli provinciali (5, 6%).
Tant’è, numeri alla mano, la classifica dell’associazione artigiani mestrina non lascia dubbi: il Centro e il Nord ‘vincono’ con le cifre più alte di pressione tributaria del Paese. E così, vicinissimi al podio dei più oberati da tasse e tributi sono i comuni di Torino con una pressione tributaria 1.893 euro procapite, di Mantova e Rieti (1.874), Como (1.873), Pisa 1.861), Novara (1.858), Sondrio (1.845).

«E’ chiaro – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – che la lettura dei risultati di questa analisi deve considerare il fatto che dove si pagano maggiori tasse, almeno in linea teorica, i livelli sia quantitativi sia qualitativi dei servizi sono migliori. Inoltre, le tasse sono più alte dove i livelli di reddito sono più elevati. Ma c’è di più. L’indicatore che abbiamo preso come parametro di riferimento, ovvero il pro capite, è un buon riferimento che rischia, però, di penalizzare il risultato di quei Comuni che hanno un numero di residenti relativamente basso. Infine, non va dimenticato che la tassazione regionale, che incide per oltre il 55% del totale, in buona parte è dovuta all’Irap che è una imposta pagata dalle aziende e dai lavoratori autonomi e non dai cittadini».

Nella analisi della CGIA è interessante verificare anche lo scostamento registrato rispetto al 2005. Coloro che si sono trovati, almeno statisticamente, a pagare di più rispetto l’anno precedente sono stati i leccesi con una maggiorazione di 284 ¤ pro capite. Quelli più fortunati sono stati i modenesi che si sono trovati a pagare 138 ¤ pro capite in meno rispetto l’anno precedente.