16 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
Inchiesta condotta dall'Istituto di Studi e Analisi Economica

ISAE: fiducia commercianti in calo a luglio

L'indicatore sintetico, considerato al netto dei fattori stagionali scende infatti da 107 (giugno) a 98,4, portandosi sui valori minimi dal maggio 2005

Secondo l'inchiesta condotta dall'Istituto di Studi e Analisi Economica dal primo al diciannove del mese su un panel di 1.000 imprese della piccola e grande distribuzione, a luglio la fiducia dei commercianti italiani mostra segni di «forte deterioramento».
L'indicatore sintetico, considerato al netto dei fattori stagionali scende infatti da 107 (giugno) a 98,4, portandosi sui valori minimi dal maggio 2005. Rispetto alla rilevazione precedente, l'inchiesta ha segnalato, in particolare, «un improvviso e netto peggioramento sia dei giudizi sull'andamento corrente degli affari che delle aspettative sul volume futuro delle vendite».

«Si conferma in costante ridimensionamento, tuttavia - sottolinea l'ISAE -, il livello delle giacenze. Guardando alle variabili che non entrano nella definizione di fiducia, se da un lato appaiono meno pessimistiche le aspettative sul volume dell'occupazione, dall'altro si rafforzano le preoccupazioni degli intervistati circa il volume futuro degli ordini. La debolezza dell'attività' corrente appare confermata, inoltre, dalle valutazioni relative all'andamento dei prezzi. Sia quelli di acquisto che quelli di vendita, infatti, mostrano una netta decelerazione rispetto ai mesi scorsi. Guardando alla disaggregazione tra piccola e grande distribuzione, il brusco peggioramento della fiducia riguarda entrambe le due tipologie di vendita.

L'indicatore destagionalizzato scende infatti da 107,9 a 98,8 (come nel settembre 2005) nella distribuzione tradizionale e da 104,5 a 99 (sui valori del maggio 2007) in quella «moderna». A luglio, l'inchiesta ISAE segnala un forte peggioramento dei giudizi sull'andamento degli affari con il saldo destagionalizzato della variabile che, portandosi sui minimi dal maggio 2005, precipita infatti da -1 a -13. Alla diminuzione delle vendite si accompagna, tuttavia, una nuova diminuzione delle giacenze il cui livello scende, per il secondo mese consecutivo, da 9 a 7. Quanto infine alla dinamica inflazionistica, il saldo destagionalizzato relativo ai prezzi dei fornitori torna a scendere, portandosi da 51 a 46.

Disaggregando per forma distributiva, l'andamento corrente degli affari viene giudicato fortemente negativo dagli operatori di entrambe le tipologie di vendita. Il saldo destagionalizzato della variabile scende, infatti, da -21 a -30 (sui minimi dal febbraio 2004) nella distribuzione tradizionale e da 29 a 13 (sui minimi, in questo caso, dal maggio 2005) in quella «moderna». Disomogenee, al contrario, appaiono le indicazioni fornite dagli intervistati circa il livello delle giacenze e dei prezzi dei fornitori.