16 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
La tendenza al contenimento dei consumi coinvolge ormai tutti i settori

Confcommercio su vendite al dettaglio: «Nessun segnale di ripresa»

«Il modestissimo aumento, in valore, registrato a maggio è imputabile in larga parte alla sola componente alimentare che subisce gli incrementi più consistenti dei prezzi a causa dell’aumento delle materie prime e del petrolio»

Il modestissimo aumento, in valore, registrato a maggio è imputabile in larga parte alla sola componente alimentare che subisce gli incrementi più consistenti dei prezzi a causa dell’aumento delle materie prime e del petrolio. La tendenza al contenimento dei consumi coinvolge ormai tutti i settori e ha riflessi, sia pure articolati, sui diversi segmenti della distribuzione.

Se per le imprese di minori dimensioni la tendenza è ormai da alcuni mesi caratterizzata da un calo dei fatturati, per le imprese più grandi gli incrementi, nonostante il piccolo rimbalzo di maggio, appaiono contenuti soprattutto per la componente non alimentare: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio ai dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento delle vendite al dettaglio del mese di maggio.

Questa situazione – precisa la nota - non appare peraltro destinata a modificarsi sensibilmente nel breve periodo alla luce non solo delle dinamiche produttive e reddituali, ma anche del deterioramento in atto sul versante del clima di fiducia delle famiglie, che a luglio ha raggiunto i minimi dal ’93, e che contribuisce a determinare un contesto poco favorevole all’aumento della domanda da parte delle famiglie.