15 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
Luca Vecchiato risponde all'annuncio della Coldiretti

«Il pane in Italia non mancherą nč ora nč mai»

Il presidente della Federazione Italiana Panificatori, Luca Vecchiato, stigmatizza l'allarme lanciato dalla Coldiretti

In Italia non esiste un «allarme pane». Luca Vecchiato ha risposto cosģ all'annuncio della Coldiretti, riguardante l'imminente fine delle scorte di grano necessarie per fare il pane e la pasta. Il presidente ha anche invitato a non creare «falsi allarmismi» che non fanno altro che danneggiare la filiera.

Il caso č nato dall'allarme lanciato la scorsa settimana dalla Coldiretti in occasione della sua Assemblea Nazionale. Nell'occasione, il presidente dell'associazione, Sergio Marini, ha presentato uno studio sull'emergenza alimentare. La ricerca mette in correlazione la disponibilitą sempre minore delle scorte di cereali e le tasse alle esportazioni decise dai maggiori produttori mondiali.

«La disponibilitą limitata di scorte prefigura - secondo la Coldiretti - un quadro preoccupante con la chiusura delle frontiere e le limitazioni delle esportazioni da parte di molti paesi produttori di fronte all'emergenza cibo mondiale». Per quanto riguarda il Belpaese, stando sempre all'analisi dell'associazione, «gli italiani rimangono i maggiori consumatori di pasta a livello mondiale con una media di 27 chili all'anno a testa (il triplo rispetto agli Usa e agli altri Paesi europei) mentre sono 66 i chilogrammi di pane consumati per persona . Il raccolto nazionale di grano, ingrediente base del pane, č stato di 3,5 milioni di tonnellate mentre quello di grano duro per la pasta č stato di 4,5 milioni tonnellate, quantitativi non sufficienti per coprire la domanda».

Tesi a cui ha prontamente ribadito il presidente della Fippa. «E' noto», ha evidenziato Vecchiato , » come ormai da anni l'approvvigionamento di grano italiano rappresenti poco pił del 40 per cento delle scorte complessive, per questo invece di creare falsi allarmismi sarebbe opportuno individuare delle soluzioni comuni sui problemi reali che attanagliano la filiera di un prodotto simbolo della dieta mediterranea. A partire dai prezzi che - come dimostrato anche nella dichiarazione di Coldiretti - č un problema globale che risente di diversi fattori, tra cui la scarsitą della materia prima».