16 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
Negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio

WTO, Zaia: «Nessun accordo senza l'ok del fronte agricolo»

«Mandelson forse confonde la 'buona fede' dell'Europa con un'ingenuità politica che non ci appartiene di certo»

«Toni e contenuti delle dichiarazioni di oggi del commissario Mandelson richiamano quelli usati dalle lobbies, piuttosto che quelli consoni a chi ci rappresenta in un negoziato di vitale importanza fra 153 Stati. Mandelson, richiamando i Paesi in via di sviluppo ad un maggiore sforzo negoziale, forse confonde la 'buona fede' dell'Europa con un'ingenuità politica che non ci appartiene di certo».

Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, commentando quanto affermato dal commissario europeo Peter Mandelson a margine della decisiva riunione, in corso a Ginevra, per i negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sulla liberalizzazione degli scambi.

«Mi auguro che l'invito del commissario a 'non rinchiudersi in posizioni retoriche' sia rivolto a quei Paesi emergenti che non intendono aprire le frontiere ai nostri prodotti. Qualora invece intendesse riferirsi alle posizioni europee – ha detto il Ministro - non capisco cosa vi sia di retorico. Da parte nostra, abbiamo un solo obiettivo: difendere gli interessi degli agricoltori. Non accetteremo in nessun caso un accordo al ribasso che svenda la nostra agricoltura, spacciando per tropicali prodotti come il riso, il pomodoro, la patata. Non sanciremo la morte per eutanasia della nostra agricoltura – ha proseguito Zaia - in un momento in cui la capacità di approvvigionamento alimentare di uno Stato è strategica per il suo sviluppo economico. Anche per questo, dopo essermi confrontato con i ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, degli Esteri, Franco Frattini e con il sottosegretario allo Sviluppo Adolfo Urso, posso affermare che siamo tutti d' accordo che senza l'ok del fronte agricolo non si firmano intese».