24 maggio 2024
Aggiornato 16:00
Cambiare identità e diritto all'oblio

Tiziana Cantone, la storia della ragazza suicida per un video hard finito in rete

Una ragazza di 31 anni si uccide a Napoli. Avevano messo online un video porno che la ritraeva perché voleva fare un dispetto al suo fidanzato. Poi non ha retto alla vergogna e così si è tolta la vita impiccandosi con un foulard

Video hard in rete e una ragazza si suicida per la vergogna
Video hard in rete e una ragazza si suicida per la vergogna Foto: Shutterstock

NAPOLI – Una ragazza di 31 anni, Tiziana Cantone, si uccide per la vergogna. Trovata impiccata con un foulard nella cantina di casa, a causa di un video hard girato per fare un dispetto al fidanzato che però è finito suo malgrado online e visualizzato milioni di volte.

Quando i social uccidono
I social network sono un gran calderone, dove trovi davvero di tutto. E la possibilità che qualcuno possa ‘postare’ un qualcosa che anche non gli appartiene è sempre in agguato. E’ stato anche il caso del video dal titolo ’’Stai facendo un video? Bravo’’, in cui la ragazza fissa l’obiettivo del cellulare che la sta riprendendo. Doveva essere uno scherzo, un dispetto al fidanzato, e invece si è trasformato in uno strumento di tortura che l’ha portata alla morte. Una morte favorita da chi, senza un briciolo di coscienza, ha deciso di mettere online il video.

Un tormentone
Probabilmente complici i numerosi ‘like’ e le condivisioni, quel ’’Stai facendo un video? Bravo’’ è divenuto un tormentone, che ha trovato spazio perfino stampato su t-shirt. Chissà perché, tra i milioni di video simili, proprio quello di Tiziana ha sortito questo effetto mediatico. E la conclusione non poteva essere più tragica.

Ancora in rete
Nonostante la tragica notizia, il video ha continuato a girare in rete. Dopo di che, e per fortuna, una ragazza ha avuto il coraggio di scrivere nei commenti su YouTube: «Forse è meglio che lo togli perché Tiziana si è uccisa».

Cambiare identità e diritto all’oblio
Il video dello scandalo, in rete da più di un anno, aveva avuto un impatto micidiale sulla vita della ragazza, tanto che l’aveva portata a richiedere il cambio di identità – sperando in una sentenza che le donasse il diritto all’oblio e permettesse la rimozione dei video che la ritraevano, pubblicati senza il suo consenso. Soltanto cinque giorni fa, il giudice del tribunale di Aversa, Monica Marrazzo, ha individuato una lesione del diritto alla privacy della ragazza. Si è così proceduto con il contestare ai vari social il non aver rimosso all’istante i video lesivi la sua reputazione. L’avvocato della ragazza, Roberta Foglia Manzillo, ha intanto citato in giudizio sia chi ha postato i video che Facebook, Yahoo, Google e YouTube, invocando il diritto all’oblio. Il legale ha inoltre dichiarato di avere ottenuto il provvedimento d’urgenza, che in caso di inadempienza comporta una multa fino a 10mila euro al giorno per i motori di ricerca e Facebook Ireland. Ora, dopo il tragico atto di Tiziana, sono state avviate le indagini da parte dei Carabinieri e dei magistrati.