29 agosto 2025
Aggiornato 06:00
Cinema novità

Dio esiste e vive a Bruxelles

Gli ultimi fatti non centrano nulla, ma l'uscita del film di Jaco Van Dormael, casca a pennello. Una commedia dissacrante sul nostro modo di vivere la religione

ROMA - Parla di religione, è ambientato nella capitale belga, ma non ha niente a che fare con ultime stragi di Parigi: «Dio esiste e vive a Bruxelles», l'ultimo film di Jaco Van Dormael, è una commedia che prende in giro la religione, che mostra un Dio in vestaglia e pantofole, crudele e sadico, che si diverte a far soffrire gli uomini, il tutto dalla sua tristissima casa in Belgio.

Il film
E' una commedia nera e dissacrante interpretata da Benoit Poelvoorde e sarà nei cinema italiani dal 26 novembre. «Penso che quello che sta succedendo in questi giorni non ha niente a che fare con la religione – spiega Van Dormael - si tratta di conflitti tra forze che utilizzano la religione per creare paura. Ho cominciato a scrivere il film quando a Parigi c'erano le manifestazioni contro i matrimoni gay, lo stavo montando quando c'è stata la strage a Charlie Hebdo, è ho pensato che bisognava assolutamente continuare ad avere utopie e a credere che si può ridere di tutto, con tutti». Nel film la figlia di Dio, Ea, di 11 anni, sorellina di Gesù Cristo, decisa a mettere in discussione l’autorità paterna scappando tra le strade di Bruxelles per riscrivere un nuovo vangelo e mostrare agli essere umani quanto sia bella la vita. Soprattutto con uno scherzetto che fa infuriare l’altissimo papà spendendo sms a migliaia di persone spiegando tra quante ore, minuti e secondi moriranno».

E se sapeste quando morirete?
«Sapere che finiranno le cose che si vivono per apprezzarle, è questa la vera domanda che pone il film - spiega Benoit Poelvoorde - Dio non è il deus ex machina di tutto. La protagonista è la ragazzina che potrebbe essere uscita da Alice nel paese delle meraviglie, e il nuovo testamento alternativo che scrive. La vera questione è: vivi la tua vita come se dovessi morire domani. Se ti dicono tra quanto morirai sono convinto che non continuereste a fare questa intervista!».