17 luglio 2019
Aggiornato 02:30
Dal 1 gennaio al cinema

Alessandro Siani è «Mister Felicità»: una favola del buonumore in tempi di crisi

Nel suo terzo film da regista, Siani interpreta un indolente napoletano che vive in Svizzera e si finge assistente del mental coach Diego Abatantuono. Nel cast anche Carla Signoris

ROMA - Con un titolo pieno d'ottimismo come «Mister Felicità», Alessandro Siani prova a risollevare le sorti delle commedie italiane che durante le feste al box office non hanno proprio brillato. Nel suo terzo film da regista, nei cinema dall'1 gennaio, Siani interpreta un indolente napoletano che vive in Svizzera e si finge assistente del mental coach Diego Abatantuono. Uno dei suoi primi pazienti è una campionessa di pattinaggio in crisi, interpretata da Elena Cucci, che tornerà a gareggiare dopo la cura a base di buonumore e sentimenti di quello strano «Mister Felicità».

«Troppa rabbia e troppo poco ottimismo intorno»

«Era la voglia di raccontare un po' un momento anche particolare che stiamo vivendo nel nostro Paese e che rispecchia tutti noi, che è proprio la mancanza di ottimismo nell'affrontare la vita, la grande confusione, la grande rabbia che ci sta per tutto quello che ci succede intorno».

Nel cast anche Abatantuono e Carla Signoris

Siani aveva conquistato il pubblico cinematografico con «Benvenuti al sud» di Luca Miniero, poi con «Il principe abusivo» ha dato il via ai suoi film da regista fatti di umorismo napoletano, un po' di gag, storie sentimentali, quasi fiabesche, e ottime spalle, in questo caso Abatantuono e Carla Signoris, nel ruolo della madre della pattinatrice. «Il lavoro più duro è quello di non scrivere delle cose che siano volgari. Quando uno dice il film è una favola: il film racconta una cosa che può essere anche reale e vera, diventa favola quando non utilizzi un linguaggio quotidiano. Poi fare un film per tutta la famiglia è quello che mi sono sempre imposto». Diego Abatantuono, un po' più sarcastico del suo regista, definisce così quella felicità che un po' tutti cercano, nel film e nella vita: «La felicità sarebbe quella di essere un po' più snelli, però devo dire che anche così... La felicità è essere vivi: è molto più bello che non esserci più».