29 febbraio 2024
Aggiornato 10:00
Bevande da spiaggia

La Sangria, bevanda simbolo dell'estate

Dal tardo pomeriggio a notte fonda, al bar della spiaggia fino alle serate «lounge» o in discoteca, la sangria disseta e mette allegria

MARBELLA - Dalle spiagge della Costa del Sol alla conquista del mondo, la sangria è la bevanda spagnola più internazionale, quella che più di altre viene individuata come icona della vacanza da spiaggia. Moderatamente alcolica -se realizzata con la ricetta originale- è oltre che dissetante anche ricca di vitamine, poiché la quantità di frutta è tutt'altro che secondaria rispetto a quella di vino rosso e degli altri ingredienti.

L'ORIGINALE - In una grande caraffa di vetro bisognerà versare una bottiglia di vino rosso giovane ma corposo, meglio se poco tannico, come quelli -che si trovano facilmente in Italia- a base di croatina, rossese, lagrein ecc. Al vino andrà aggiunto mezzo litro di succo d'arancia e un limone, questa la soluzione liquida a cui andranno aggiunti i cubetti di due pesche non troppo mature -se no si disfano- e altri cubetti ricavati da una mela. Un cucchiaino di zucchero e un pezzetto di stecca di cannella e il «modello base» di sangria sarà pronto per essere messo a riposare, prima a temperatura ambiente e poi in frigorifero. Non metteteci il ghiaccio, che andrebbe ad "allungare" troppo la sangria. Ci vogliono almeno due o tre ore di riposo, quindi meglio prepararla in tarda mattinata o giusto dopo pranzo.

VARIANTE ALCOLICA - Nei «chiringuitos» de La Costa del Sol, all'ora dell'aperitivo si usa servire la sangria rinforzata, che segue la medesima ricetta, dove però è stato aggiunta una quantità più o meno importante di Cointreau, liquore all'arancia che si mistifica e si nasconde bene all'interno della soluzione idroalcolica già profumata d'arancio di per se stessa. Oltre ad essere già fresca, una sangria di questo tenore alcolico verrà servita anche con diversi cubetti di ghiaccio, così dando l'illusione di bere una bibita, mentre in realtà l'effetto sarà per lo meno euforico.

ALTRI FRUTTI - Ci possiamo trovare dentro di tutto in una sangria artigianale, in funzione di quello che è rimasto in frigorifero al barman o all'oste di turno, e in effetti non è delittuoso aggiungere qualche altro frutto colorato che oltre al cromatismo ceda anche sapori alternativi, come quelli del mirtillo o la fragola. L'importante è evitare frutti che perdano consistenza nella soluzione, che fatalmente tenderà a far diventare una densa e opaca poltiglia, quella che invece dovrebbe rimanere una limpida sangria, quindi niente banana, niente albicocca, mentre qualche pezzetto di ananas o di altro frutto tropicale consistente, come il mango, ci stanno sicuramente bene, meglio se inseriti nella versione in bianco.

SANGRIA BIANCA - Non filologicamente corretta ma molto elegante e piacevole, la si può miscelare utilizzando un vino bianco secco ma non troppo acido, come potrebbe risultare uno chardonnay o un viognier da uve molto mature, a cui si potrà rialzare il tenore alcolico con 10% di vermouth dello stesso colore. A quel punto la frutta tropicale sarebbe ideale, mango e ananas in primis, ma senza mai dimenticare pesche e mela, che sono i frutti distintivi di ogni sangria. Questa versione va servita con una fresca fogliolina di menta, qualche chicco d'uva e occhiali da sole.