5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
gossip e cucina

Ricci Milano, il nuovo ristorante di Belen Rodriguez e Joe Bastianich

Classicità nella scelta dell'arredamento così come per le preferenze dei piatti inseriti nella prima carta-menù del ristorante di cui tutti parlano a Milano, e che aprirà al pubblico lunedì 22 giugno

MILANO - Con il solstizio d'estate normalmente Milano inizia progressivamente a svuotarsi dei residenti e rendersi più aperta al pubblico di fuori, ma invece quest'anno c'è molto più rumore del consueto, perché oltre all'eco delle voci periferiche provenienti dall'EXPO ci si muove e ci si muoverà parecchio anche verso il centro città in direzione del Ristorante Ricci. In realtà non è neppure troppo centrale la collocazione scelta da Belen Rodriguez e Joe Bastianich -con gli esperti  soci Simone Miele e Luca Ghelfi- per aprire il loro ristorante, che però è molto comodo da raggiungere dalla Stazione Centrale, dettaglio non trascurabile.

MILANO DA BERE - Per come è strutturato e per la tipologia d'offerta sembra di essere ritornati ai ruggenti anni '80 e '90, aspetto che sarà stato valutato attentamente dagli investitori di questo ambizioso progetto, tutti -a parte Belen- già esperti e collaudati in materia di ristorazione. Ristorante-bar-lounge-dehor, spazi che consentiranno una sosta ristorativa, transito e pausa aperitivo -in piedi o seduti- e un dopo cena a oltre 200 persone; una bella movida insomma, anche perché l'orario di apertura -con cucina sempre attiva- è previsto dalle sette del mattino alle tre di notte: quindi 20 ore su 24, e per chi è stanco o è andato oltre il numero di bicchieri consentito dalla legge per poter guidare ci sarà a disposizione una vettura di cortesia con autista, che accompagnerà i più esuberanti a casa in tutta sicurezza.

L'INGLESE E ' PRIORITARIO - Lo chef prescelto, Tony Scotto, arriva dagli States, e anche la comunicazione alla stampa e al pubblico è molto inglesizzata, e perfino il menù, anzi, la Carta del Ricci è scritta prioritariamente in inglese, con sottotitoli in corsivo italiano, mentre l’arredo è ispirato alle atmosfere vagamente americane degli anni 40 con qualche contaminazione contemporanea: pavimenti in legno antico, enormi lampadari in vetro di Murano, grande banco bar con top retroilluminato, tavoli in marmo bianco, specchi alle pareti e divanetti in pelle.

CUCINA E PREZZI - L'offerta può sembrare banale e piuttosto costosa, ma a ben osservare e ragionando sulle dimensioni del locale e sulla sua posizione, la vocazione "internazionale" ha ragionevolmente prevalso su particolarizzazioni troppo specifiche o su pericolose derive avanguardiste. Cucina italiana prima di tutto, con tutti i classici che ci si aspetta ci siano, e poi un viaggio in America, del Sud e del Nord, tenuto conto anche delle origini dei due soci più famosi. Tralasciando qualche punta, la carta consente di mangiare un paio di piatti + dessert per una cifra che può oscillare tra i 45 e i 60 euro, cosa abbastanza normale a Milano. L'importante è che la qualità del cibo sia all'altezza, 20 ore su 24, e il sabato e la domenica non potrà mancare un ricco «brunch».

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