23 febbraio 2019
Aggiornato 18:30
Moda

Fashion mix-Mode d'ici, a Parigi in mostra la storia dell'haute couture

100 pezzi iconici per ripercorrere la storia della moda francese nata grazie a tanti illustri immigrati di stile. Fino al 31 maggio.

PARIGI - Mariano Fortuny, Issey Miyake, Yohji Yamamoto, Elsa Schiaparelli, Cristóbal Balenciaga, Raf Simon. Sono nomi che ci ricordano la moda francese anche se le loro storie arrivano da terre straniere e sono alcuni dei protagonisti della mostra Fashion mix-Mode d 'ici. Créateurs d'ailleurs, aperta fino al 31 maggio al Musée de l’histoire de l’immigration del Palais de la Porte Dorée a Parigi.

L'HAUTE COUTURE - Attraverso 100 pezzi iconici, la mostra, studiata insieme al Palais Galliera, renderà omaggio al know-how francese nato grazie all’interscambio creativo con designer armeni, italiani, giapponesi e belgi. Accanto ai grandi stilisti tipicamente francesi, come Dior, Saint Laurent, Chanel, Gaultier e Lacroix, ci sono altri nomi che sono altrettanto importanti, tra chi non abbiamo ancora citato ci sono Azzedine Alaïa e Charles Frederick Worth. Proprio quest'ultimo, di origine inglese, a metà del 1800 ha inventato l'haute couture francese. Con lui nasce la figura del couturier, ovvero colui che dettava stili e maniere, rivoluzionando il gusto e suggerendo trend sempre nuovi. Worth, inventò le etichette con la griffe, cucite all’interno degli abiti, i cartamodelli personalizzati, le sfilate con le indossatrici e la tendenza a cambiare fogge e dettagli ad ogni stagione. La politica del brand e il vezzo della moda, più o meno come la intendiamo oggi.

STORIE - E' così che in Fashion mix-Mode d 'ici viene raccontato l'impero fashion che rappresenta una scuola, una tradizione, un'allure, un'attitudine, che sono state raccolte e interpretate, da ogni nuova stella, secondo il proprio linguaggio e background. La mostra curata da Saillard racconta questa esperienza multiculturale e multistilistica. A scorrere in parallelo, insieme alla moltitudine di modelli, immagini, tessuti, esperimenti grafici e sartoriali, è una storia incentrata sul tema dell’immigrazione: come e perché la Ville Lumiére ha attirato, nei secoli, artisti, artigiani, creativi, imprenditori, con la voglia di sfondare e di mettere radici. Non mancano a corredare le storie dei grandi, i focus su alcuni mestieri legati ai movimenti migratori, dagli atelier di ricamo russi degli anni '20 fino ai più recenti calzolai armeni. Un evento tutto da gustare.