30 marzo 2020
Aggiornato 06:30
Visite in cantina

Barolo Domenico Clerico

Un’avveniristica e grandissima struttura ospita la cantina del modernista Clerico, un Principe del Barolo.

MONFORTE D’ALBA - Vista da lontano produce un effetto diverso. Come tutte le cose non vissute dall'interno ma superficialmente valutate o addirittura giudicate senza conoscerle bene. Da Novello, dalla terrazza dell’ottimo ristorante Grecale, quindi dalla collina di fronte, la cantina modernissima appare come una macchia bianca anomala, perché squadrata e spigolosa, troppo evidente in mezzo alle arrotondate vigne che la avvolgono. Sembra fuori posto.

La terrazza che da su Novello
La terrazza che da su Novello ()

LA MODERNITÀ PRIMA DI TUTTO - Come quando passiamo lungo una strada e notiamo un palazzo moderno che rompe la continuità con la sua provocatoria contiguità interrotta. Un'edilizia che spacca la regolarità. Che fa proprio da troemp d'oeil. Poi, nel momento in cui entriamo in quel palazzo estremamente moderno, cominciamo a pensarla diversamente osservando l'esterno dall'interno, come quando entri la prima volta al Centre Georges Pompidou a Parigi. Punti di vista che cambiano, punti di contatto diversi, punti di osservazione che ti fanno pensare in maniera diversa, meno banalmente. Con più apertura verso una modernità che tenta di dimostrare qualche cosa: la sua funzionalità, la sua praticità, ed in questo caso anche una mal celata grandiosità, voluta, ottenuta ostentata.

Dettaglio della gande struttura
Dettaglio della gande struttura ()

SENZA DIMENTICARE LA STORIA - Eccolo, il vecchio e il nuovo Clerico, perché le origini non si dimenticano, di Lamborghini in Lamborghini, i trattori sono li ad aprire un varco tra il passato e il presente, come tra le botti grandi e le barrique. Qui, da uno dei Golden Boys che cambiarono la Langa quando stava in mano alle tradizioni dei Padri. Uno dei Barolo Boys che in un clima asfittico ed immobilizzato dalle tradizioni cambiò idea. Si arrivava dallo scandalo del metanolo, quello si più vergognoso di ogni uso blasfemo di barrique, e si arrivava da una tempestata di grandine vera che spazzò via i migliori vigneti di Barolo. Ci voleva qualche gesto eclatante per ribaltare la situazione. Di tutta questa storia si è ricavato e prodotto un film dal titolo Barolo Boys, storia di una rivoluzione. Anche nel film, i gesti eclatanti non mancano, compreso il taglio furioso con una moto sega delle vecchie botti per far posto alla modernità dirompente.

Clerico con il vecchio trattore Lamborghini
Clerico con il vecchio trattore Lamborghini ()

UN ASSAGGIO - La sala degustazione dalle volte altissime e dalla luminosità folle si apre sulle colline circostanti, così come il resto della struttura, connotata da soffitti vertiginosi, da portoni enormi, da vetrate esagerate, e ancora gli impianti avanzatissimi, gli spazi comuni degni proprio del Beaubourg. Intorno, in primo piano le colline, più in là le Alpi, che prenderanno il ruolo di protagoniste non appena il sole comincerà a scendere dietro di loro.

La panoramica sala degustazioni
La panoramica sala degustazioni ()

Al tavolo il poker di Barolo di ultima generazione è servito. Molto buono l'Aeroplanservaj, che rompe con la continuità e l'armonia degli altri tre, già molto diversi tra di loro. Ma l'aeroplano selvatico (da vigne in affitto a Serralunga) non si lascia addomesticare facilmente, e così, con quel suo modo irriverente e selvaggio, lascia trasparire un carattere proprio che passa attraverso il bicchiere e vola via. Pajana vira sul frutto confit (prugna), Ciabot Mentin è più fresco e verticale, mentre Percristina continuerà a dividere il mondo in due, sempre che valga ancora la pena di sostenere il dibattito sulle questioni ambientali, etiche e stilistiche tra i diversi produttori in un ultimo lustro che appare di riflusso, anche qui, dove il legno piccolo si sta usando con più garbo e delicatezza.

2008, 2007 e 2005. I quattro Barolo in degustazione
2008, 2007 e 2005. I quattro Barolo in degustazione ()

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