20 maggio 2024
Aggiornato 12:00
Mostra

Cecily Brown: a Torino materia, dolore, eros dell'artista osannata in tutto il mondo

Fino al 1 febbraio una bellissima mostra alla GAM esalta il percorso artistico e complesso di una delle artiste contemporanee più ricercate al mondo

TORINO - Un universo irrequieto, doloroso, surreale, ma a tratti anche eccitante, gioioso, quasi fanciullesco, un immaginario ricco e complesso, che sprigiona energia e che mostra riferimenti alla tradizione artistica, da El Greco a Velázquez, così come alla letteratura, alla musica, alla cultura contemporanea, spaziando dai libri illustrati per bambini a iconografie dal contenuto erotico. Cecily Brown guarda alla realtà del mondo in relazione alla presenza umana, vaga alla ricerca di una verità non assoluta ma anzi contaminata dall’esperienza individuale, che risulta essere la chiave interpretativa di tutta la sua narrazione. Il suo linguaggio è materico, intenso, e lo è tanto più quanto più sprofonda nelle viscere dell'umano, sporcandosi con i suoi escrementi, nutrendosi del suo sangue, avvolgendosi nel calore della sua carne. Il segno pittorico si espande in un movimento che include tratti propri della performance e della body art. Un'artista straordinaria, celebrata in tutto il mondo e ora sbarcata alla GAM di Torino per una bellissima mostra (fino al 1 febbraio) a cura di Danilo Eccher.

LE INFLUENZE - Nata e cresciuta a Londra a stretto contatto con l'effervescente ambiente artistico britannico, da Francis Bacon a Lucian Freud, Cecily Brown si è poi trasferita negli Stati Uniti, dove oggi vive e lavora. Osannata da alcuni dei protagonisti del mondo della cultura, della musica, della moda, le sue opere hanno raggiunto negli ultimi anni quotazioni straordinarie e fanno parte delle collezioni più importanti del mondo.

OPERE ECCEZIONALI DALLO STUDIO DELL'ARTISTA - L’eccezionalità dell’appuntamento di Torino, prima grande esposizione in un’istituzione italiana con circa 50 opere, dopo una più piccola anticipazione del 2003 al Macro di Roma, sempre curata da Eccher, permette di vedere alcune opere provenienti direttamente dallo studio dell’artista e alcune delle più ricche raccolte d’arte private americane ed europee: 18 dipinti di grandi dimensioni, 24 opere su carta tra matita e inchiostro, gouache e acquerello oltre a 7 monotipi.