3 marzo 2024
Aggiornato 04:30
Musica

Fabri Fibra condannato, ma non per omofobia

Il rapper dovrà pagare oltre mille euro di risarcimento a un fan dopo che, durante un concerto, è sceso dal palco e l'ha preso a microfonate.

LA SPEZIA - Fabri Fibra condannato. Il celebre rapper di Senigallia dovrà risarcire con 1000 euro un suo fan dopo una piccola colluttazione durante un concerto. Così ha deciso il Giudice di Pace di La Spezia, che ha condannato l'artista anche al pagamento delle spese processuali. Il fatto risale al 2011: Fibra era stato infastidito da uno spettatore nelle prime file. Dopo aver chiesto l'intervento della security, il cantante era sceso dal palco litigando con il ragazzo ed era partita una sonora microfonata, con tanto di denuncia.

LE ACCUSE DI OMOFOBIA E MISOGINIA - Non è la prima volta che il rapper finisce nei guai. Il Disco d'Oro e i 7 Dischi di Platino non sono bastati a placare le accuse di misoginia e omofobia nei suoi confronti. Nel 2013 Fibra era stato escluso dal Concertone del Primo Maggio perché additato dall'associazione D.i.Re.: Donne in Rete contro la violenza alle donne di scrivere canzoni contro le donne e gli omosessuali. La canzone incriminata, «Su le mani», riportava secondo le attiviste chiari riferimenti espliciti e provocatori sule genere femminile nonché termini offensivi nei confronti dei gay. Lui si era difeso semplicemente spiegando che è roba da hip hop, punto: le parole non vanno interpretate alla lettera ma colte in un contesto più ampio e complesso.

CONTRO LA CHIESA E IL PAPA - Nel 2004 invece Fabri Fibra ha fatto parlare di sé con il pezzo «Mr. Simpatia» per le accese critiche alla Chiesa e al Papa. Idem con «Cattiverie», «reo» di contenere frasi offensive contro il crocifisso e per questo accusato di vilipendio alla religione. Nel 2006 l'allora presidente del Tribunale dei minori di Milano, Livia Pomodoro, aveva persino chiesto alle radio e alle tv di non trasmettere «Cuore di latta», brano incentrato sul delitto di Novi Ligure e considerato troppo banalizzante nei confronti del crimine, con il rischio di sciocche emulazioni tra i più giovani.