9 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
L'inchiesta della Procura di Torre Annunziata

Pompei: arrestata rappresentante società lavori, indagato ex Commissario

Corruzione, frode, abuso d'ufficio e truffa nell'affidamento e nella gestione di alcuni contratti sui lavori di messa in sicurezza eseguiti a Pompei dopo la dichiarazione, nel 2008, dello stato di emergenza per l'area archeologica che portò alla nomina del «commissario delegato per l'emergenza»

ROMA - Corruzione, frode, abuso d'ufficio e truffa nell'affidamento e nella gestione di alcuni contratti sui lavori di messa in sicurezza eseguiti a Pompei dopo la dichiarazione, nel 2008, dello stato di emergenza per l'area archeologica che portò alla nomina del 'commissario delegato per l'emergenza'. Sulla base di queste ipotesi di reato la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Napoli ha eseguito oggi 5 misure cautelari, emesse dalla Procura di Torre Annunziata.

Le misure sono arresti domiciliari per Annamaria Caccavo, rappresentante legale della Caccavo Srl di Salerno (società affidataria di alcuni lavori nell'area archeologica durante la gestione commissariale), indagata per concorso in abuso d'ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa; divieto di esercitare l'attività professionale nei confronti di Lorenzo Guariniello (progettista esterno della struttura commissariale per le opere finalizzate al rilascio dei certificati di prevenzione incendi), Vincenzo Prezioso (progettista esterno per le strutture) e Antonio Costabile (progettista esterno per gli impianti elettrici), tutti e tre ingegneri indagati per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e truffa; una sanzione interdittiva del divieto di contrattare con la P.A. per la Caccavo Srl; sequestro preventivo di tutti i beni nella disponibilità permanente di Annamaria Caccavo fino alla somma di 810.788,42 euro.

Sono inoltre indagati per abuso d'ufficio continuato l'ex commissario straordinario per l'emergenza nell'area archeologica di Pompei Marcello Fiori e l'ex direttore dei lavori nel periodo fi 'gestione commissariale' Luigi D'Amora per abuso d'ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa.

Le indagini hanno riguardato, in particolare, l'esecuzione dei lavori di restauro, sistemazione e successivo allestimento scenico del Teatro Grande Odeion e del Quadriportico dei Gladiatori, intervento che ha comportato una spesa di 8 milioni di euro. Per la Guardia di Finanza sono emersi profili di illegittimità sull'utilizzo, da parte della 'gestione commissariale', di procedure derogative nell'affidamento dei lavori, procedure ammesse solo in caso di alcuni precisi requisiti (come indispensabilità, specifica motivazione, circostanze impreviste e imprevedibili).

A fronte di queste specifiche previsioni normative dalle indagini sono emerse opere affidate alla Caccavo Srl che non potevano rientrare nel regime 'derogatorio'. Inoltre, oltre alla fase di assegnazione dei lavori, sono state riscontrate anomalie nella fase esecutiva degli stessi, in relazione ai prezzi addebitati dalla Caccavo Srl alla struttura commissariale per l'acquisto di materiali e di numerosi beni utilizzati per eseguire i lavori.

Secondo le Fiamme gialle sono stati addebitati alla struttura commissariale somme artatamente gonfiate e le opere sono risultate difformi e di qualità inferiore rispetto a quanto documentato e addebitato alla struttura commissariale. Altre difformità sono emerse dalla disamina delle certificazioni sul regolare stato di avanzamento dei lavori e la conformità e la regolarità nell'esecuzione degli stessi.