14 giugno 2021
Aggiornato 05:30
Gossip | Divorzio Cruise-Holmes

Tom Cruise da a Katie Holmes solo 50 milioni e querela il National Enquirer

Una somma importante ma di certo non così elevata, se si pensa ad esempio alla cifra record di 400 milioni dati da Mel Gibson per la rottura del suo legame con Robyn Moore lo scorso anno. Intanto l'attore, adepto di Scientology, si scaglia contro l'Enquirer che l'ha dipinto come un mostro

NEW YORK - Finito il matrimonio tra Tom Cruise e Katie Holmes, l'attore verserà alla ex moglie «soltanto» 50 milioni di dollari, con un pagamento dilazionato nel tempo. Una somma importante ma di certo non così elevata, se si pensa ad esempio alla cifra record di 400 milioni dati da Mel Gibson per la rottura del suo legame con Robyn Moore lo scorso anno. La separazione più costosa nella storia di Hollywood.

DIECI MILIONI PER SURI - Il compenso accordato all'attrice resa nota dal telefilm Dawson's Creek è infatti «esiguo», considerando che è anche lei una celebrity del cinema Usa. Per Katie non si è quindi rivelato particolarmente proficuo l'accordo prematrimoniale firmato quattro anni fa all'inizio della storia con Tom.
Cruise pagherà invece profumatamente per il mantenimento della figlia Suri. Il divo effettuerà infatti pagamenti regolari per i prossimi dodici anni. Per il momento si parla di una cifra che supera i dieci milioni di dollari.

LA CASA DEGLI ORRORI - Tom Cruise contro il National Enquirer: il tabloid americano ha pubblicato una storia di copertina inquietante, in cui il divo hollywoodiano è dipinto come un «mostro», che nella sua «casa degli orrori» obbligava Katie Holmes a una «vita di torture» e la piccola Suri a «dormire in una stanza piccola e senza finestre per cinque mesi». Il legale del divo hollywoodiano, Bert Fields, ha minacciato una causa milionaria - rivela The Hollywood reporter - al giornale, per la storia di copertina intitolata: «Inside Tom's House of Horrors» (Dentro la casa degli orrori di Tom). L'avvocato ha definito l'articolo «vergognoso» e «scandaloso», in una lettera inviata ad American Media, azienda affiliata con l'Enquirer e in caso di pubblicazione ha promesso «centinaia di milioni di dollari per danni professionali e personali.