5 giugno 2020
Aggiornato 08:30
Festival | Tribeca Film Festival

Il Tribeca «premia» le storie da Africa, Cuba e India

Miglior film a «War Wirch», storia di una bambina soldato africana. I premi come miglior regia, miglior fotografia e miglior attore vanno invece al film «Una Noche», della regista newyorkese Lucy Molloy

NEW YORK - Il festival cinematografico più local di New York premia storie di presenti lontani, dai drammi dell'Africa nera alle contraddizioni dell'India contemporanea, passando per le tensioni di Cuba. Nel corso di una cerimonia tenutasi giovedì sera, nell'elegante cornice dell'Hotel Conrad di Manhattan, la giuria del Tribeca Film Festival ha premiato come miglior film War Witch, del regista canadese Kim Nguyen, la storia di una ragazzina di 14 anni rapita dai ribelli in un villaggio del Congo per essere costretta a combattere. Rachel Mwanza, che nel film interpreta la parte di Komona, la protagonista, ha inoltre conquistato il premio come miglior attrice, realizzando, secondo la giuria, una performance «sbalorditiva», e dimostrando di essere entrata pienamente nella parte, pur non avendo mai recitato.

PREMIATO «UNA NOCHE» - I premi come miglior regia, miglior fotografia e miglior attore vanno invece al film Una Noche, della regista newyorkese Lucy Molloy, che trascorrendo a Cuba diversi anni, «ha rivelato - secondo il parere della giuria - una Avana che non potremmo mai vedere, in un misto di vita vibrante, decadimento e costruzione». Il premio come miglior attore è stato diviso tra i due protagonisti, Dariel Arrechada e Javier Nuñez Florian, che hanno interpretato la parte di due teenager cubani che pianificano, tra drammi personali e collettivi, di lasciare Cuba con un'imbarcazione di fortuna per raggiungere Miami.
Come si dice, «la realtà supera la fantasia», e Florian, che in occasione del festival stava viaggiando da L'Avana verso New York con un'altra interprete del film, Anailin de la Rua de la Torre, è disperso da giorni. I due ventenni non hanno più dato notizie, alimentando l'idea che abbiano tentato di immigrare clandestinamente negli Stati Uniti.

MIGLIOR DOCUMENTARIO - Il premio come miglior documentario va invece all'India contemporanea vista attraverso gli occhi della regista canadese Nisha Pahauja. The World Before Her è la storia di due ragazze indiane in gara per il titolo di Miss India, intervallata dalle vicende di un'altra faccia del Paese, quella di un campo di Durga Vahini, il movimento femminile di fondamentalismo indù. Secondo la giuria del Tribeca «la regista ci accompagna in un viaggio per capire come le pressioni della fede, della moda e della famiglia stanno portando alla luce una generazione di donne alla disperata ricerca di un significato in una realtà fatta di poche scelte».

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