20 giugno 2021
Aggiornato 17:00
Bari International Film Festival

Vendola: Il Festival del Film di Bari è un momento di lotta politica

Secondo il Presidente della Regione Puglia la cultura dovrebbe essere, soprattutto in un momento di crisi, un motore per la crescita economica. Dal 24 marzo anteprime «Diaz», «Titanic 3D» e un omaggio a Carmelo Bene

ROMA - "Un momento di lotta politica". Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha definito il Bari International Film Festival, che si terrà dal 24 al 31 marzo, insieme al Festival Carmelo Bene, con cui la regione renderà omaggio all'attore scomparso 10 anni fa. Vendola, oggi a Roma, ha sottolineato: "Questo festival non è solo una vetrina di film, ma una bandiera contro la cancellazione della cultura come modello di sviluppo". Secondo Vendola la cultura dovrebbe essere, soprattutto in un momento di crisi, un motore per la crescita economica, ma è stata completamente "accantonata" dalla classe dirigente: "Non mi consola un governo di professori e tecnici che non fa qualcosa di concreto per evitare che in Italia chiudano gli archivi e che non tuteli il patrimonio culturale che deperisce" ha affermato il governatore della Puglia.

Tra le anteprime della terza edizione del Bif&st che verranno presentate al Teatro Petruzzelli, quest'anno spiccano "Diaz", il film sul G8 di Genova di Daniele Vicari, l'anteprima mondiale in contemporanea con altre città di "Titanic 3D", e quelle del film di Gianni Amelio "Le premier homme" e del film d'esordio come regista di Laura Morante, "Ciliegine". Secondo il suo Presidente Ettore Scola il Bari Film Festival è importante perché ha "un'anima e una fisionomia netta, che altri festival in Italia, come quello di Roma, stentano a trovare".

Nei giorni del Bif&sT quest'anno Bari ospiterà anche il Festival dedicato a Carmelo Bene, che prevede la proiezione di 50 ore di materiale di documentazione sull'attività teatrale, cinematografica e televisiva del grande attore. Il festival, che coinvolgerà anche le città di Lecce e Otranto, ha come obiettivo, secondo Vendola "di raccontare la contraddittorietà e la drammaticità di un grande protagonista del '900, senza darne una immagine stereotipata e facile".