25 novembre 2020
Aggiornato 15:00
63ma edizione del Prix Italia

D'Alessandro: «A caccia di un pubblico esigente e giovane»

Il Direttore di Rai Due a Prix Italia: «L'assenza di Santoro è incolmabile, All'Isola due conduzioni»

TORINO - Parola d'ordine rimescolare le carte, sparigliare, contaminare i generi, per catturare un pubblico più esigente, ma anche più giovane. E' la ricetta del direttore di Rai Due, Pasquale D'Alessandro, insediatosi a fine luglio, dopo una lunga militanza in Rai.
Sarà una sfida non da poco, fa intendere D'Alessandro alla 63ma edizione del Prix Italia che si conclude domani a Torino. «Non ci sono i soldi di una volta, ma non drammatizziamo» ha detto il neo direttore, che ha preso in mano la rete a giochi già fatti, e cioè a palinsesti già approvati, fino al 31 dicembre, con trasmissioni tuttavia ancora da mettere in cantiere e da personalizzare.

Dopo il debutto di Quelli che il calcio con la Victoria Cabello, e quello imminente di Star Academy, che andrà in onda al giovedì in giorno e fascia orario che era di Santoro, D'Alessandro sta mettendo mano all'Isola dei Famosi. «Tra oggi e domani incontrerò gli storici produttori dell'Isola, la Magnolia» ha annunciato, spiegando che quest'anno il reality rinnoverà la sua formula: «Mi piacerebbe fare un'Isola con due conduttori: da un lato una conduzione classica, dall'altra un conduttore o più che facciano un controcanto ironico». Inutile chiedergli chi saranno: «Nella mia mente ho delle persone, ma non voglio svelare nulla».

A Rai Due si sta pensando anche al dopo Santoro. Premesso che D'Alessandro non pensa ad una sostituzione tout court in corso d'opera. «La presenza di Santoro, professionista che io apprezzo, la cui assenza mi provoca dispiacere, è incolmabile».
Al vaglio c'è l'ipotesi di un programma informativo, «ma guai a scimmiottare, cercando di sostituire» ha avvertito il direttore. L'attualità' più stringente tornerà con tutta probabilità su Rai Due in seconda serata da gennaio o da febbraio. «Stiamo pensando a reportage molto aggressivi e ben costruiti, ma che aggirino lo schema classico. Ne ho parlato con Ruotolo» ha ribadito D'Alessandro, che non vuol dire di più. Una cosa è certa, ha precisato D' Alessandro, commentando anche il caso Dandini: «In questa Rai 2 non ci sono preclusioni».