2 dicembre 2020
Aggiornato 23:00
In gara per il Leone d'oro a Venezia

Crialese: «La moralità femminile è il termometro della società»

Il regista parla del nuovo film «Terraferma» incentrato su una donna, che sarà presente alla Mostra del Cinema di Venezia

ROMA - Il regista Emanuele Crialese, che presenterà alla prossima Mostra del cinema di Venezia il suo nuovo film Terraferma, ha detto la sua sulla moralità femminile e sulle donne che hanno sempre un ruolo centrale nelle sue pellicole. «È la donna che trasmette la morale e quando la morale femminile è debole, è debole tutta la società» ha dichiarato in un'intervista a Marie Claire.

«Qualcuno, in Italia, sta facendo passare il pensiero che si può usare tutto, a partire dal proprio corpo, per potersi affermare - ha proseguito il regista di Nuovomondo - in realtà questa visione è il frutto di una classe politica che richiede sempre di più e, nello stesso tempo, concede privilegi a donne che non hanno la lucidità di capire che quel tipo di potere non corrisponde all'emancipazione femminile. A costo di sembrare banale, danno la vita, hanno una psicologia complessa e più forte dell'uomo, anche se più vulnerabile. La figura eroica, il mito, la monumentalità emotiva non può avere che un sesso: femmina».

Al centro del nuovo film di Crialese, in gara per il Leone d'oro e in uscita il 7 settembre nelle sale, c'è infatti una donna coraggiosa, Sara, interpretata da Timnit T., un'immigrata arrivata nel 2009 a Lampedusa, superstite con soli altri quattro compagni mentre gli altri 75 compagni sul suo barcone morirono. Il mondo femminile è da sempre un'ossessione per il regista, che ha inoltre svelato al mensile il suo sogno nel cassetto: «Usare pseudonimi diversi. Se qualcuno, comunque, riconoscesse che dietro ci sono io, allora sì che sarebbe un grande complimento».