25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Nelle sale il 21 gennaio

Albanese: Cetto è gaglioffo, ma nella realtà c'è di peggio

L'attore: «Gli italiani hanno più dignità della loro classe politica. Io però ho un Obama ed è Nicola Zingaretti»

ROMA - «Il mio Cetto La Qualunque è un gaglioffo, un arruffone, una macchietta ma anche un personaggio che arriva da lontano, da quella politica che ha fatto emigrare mio padre dalla sua terra, la Sicilia, tanti anni fa». Così Antonio Albanese, nelle sale il 21 gennaio con Qualunquemente. «Come arriva da lontano la politica di oggi improvvisata e furba. Tutto questo, insieme, mi fa star male. È un segno che quest'Italia non sa cambiare. Rispecchia la realtà? Sì, - spiega l'attore al settimanale Oggi, in edicola domani - ma è un personaggio più moderato rispetto alla nostra società. C'è di peggio?».

Albanese nega di essersi ispirato a precisi politici italiani e sostiene di aver «assemblato e memorizzato mille gesti di mille persone diverse». «Io di politica capisco poco. Sono ingenuo e sbaglio sempre. Io però ho un Obama ed è Nicola Zingaretti [presidente della Provincia di Roma, ndr]. Un uomo perbene, che non litiga mai. Lascia finire gli altri quando parlano. Un trasgressivo, insomma. Un altro nome - prosegue - è Nichi Vendola. Una persona straordinaria che conosco bene e che sta facendo molto bene in Puglia».

E poi delinea le qualità che apprezza in un politico: «A me basta poco. Per scegliere mi servono solo un po' di garbo e onestà. Sono stanco di sentire gridare quei mostri in tv. Da una parte e dall'altra. Gli italiani - conclude Albanese - hanno più dignità della loro classe politica».