6 dicembre 2019
Aggiornato 06:00

Dalla Porta al Diario Motori: «Mi ispiro a Valentino Rossi, per la sua perseveranza»

Arrivato nel Motomondiale con il team del Dottore, oggi Lorenzo corre per la squadra campione in carica, la Leopard: «E ho una grande fame di risultati»

ROMALorenzo Dalla Porta, le prime indicazioni dei test che avete disputato finora sembrano positive, sia per te che per il team Leopard.
Sì, direi che la moto va veramente bene. Purtroppo, il giorno in cui sono iniziate le prove, io mi sono ammalato, quindi non ero al 100% e non ho potuto fare quello che avrei voluto. Ma ho comunque girato e ho raccolto tante indicazioni, tutte positive, per quanto riguarda il mezzo, ed è questo che ci interessava.

Adesso come stai fisicamente?
Ora bene. Purtroppo quando sono arrivato a Jerez mi sono preso dolori di stomaco e febbre alta e non sono riuscito a farmeli passare.

Come è stato invece l'impatto con la tua nuova squadra, la formazione campione del mondo in carica, con tutto il carico di aspettative che porta con sé?
Sicuramente la Leopard vuole risultati adeguati al calibro della squadra. Ma, dopo una stagione deludente come la scorsa, anche io ho tanta fame, quindi direi che ci troviamo nella stessa direzione e con lo stesso pensiero. Voglio fare il massimo per raggiungere degli ottimi risultati, e so che la squadra c'è, che è quello che conta. L'impressione sul team è veramente ottima: quando c'è da lavorare si lavora tanto, siamo molto seri, ma alla sera a cena si scherza, che è una cosa bellissima. L'aspetto più positivo è che vogliono sempre cercare di migliorare, anche quando la moto è quasi perfetta cercano qualcosa in più.

Immagino che, per un pilota italiano, anche essere in una squadra a stragrande maggioranza italiana sia positivo, almeno per quanto riguarda l'atmosfera.
Direi di sì. Noi italiani siamo molto amichevoli, quindi si è creato già un bel rapporto, anche con il mio compagno di squadra Enea (Bastianini, ndr). Sono molto contento.

Nella tua carriera in Moto3 le moto le hai provate tutte: sei passato dalla Ktm alla Mahindra alla Honda. Che differenze hai trovato?
Dall'anno scorso a quest'anno la differenza più grande sta nel motore. Poi ogni moto ha la sua caratteristica: Ktm aveva tanta potenza e un po' meno telaio, Honda ha tanta potenza e anche tanto telaio. In staccata e nelle curve veloci la moto è molto stabile e questo è stato il vantaggio della Honda anche l'anno scorso.

Quindi al momento è la moto più performante del lotto?
Sì, direi di sì. Poi si vedrà in Qatar, ma da quello che ho visto l'anno scorso e che ho percepito, secondo me sì: la Honda è la moto più performante.

Hai cominciato con due palestre molto utili: il Mondiale Junior e il team Sky Vr46. Da entrambe sono usciti tanti talenti italiani. A te cosa è rimasto di quell'esperienza?
Nel Cev ho sicuramente imparato tanto, perché ci sono molti piloti già veloci e di varie nazionalità. Poi è un campionato con moto molto ben preparate e performanti: noi ne avevamo una che aveva corso nel Mondiale l'anno prima. Con Sky Vr46 abbiamo fatto un percorso di sette gare e anche lì ho imparato veramente molto, l'atmosfera era sempre positiva. Purtroppo io ebbi un incidente a una spalla, che mi è costato un po' di buoni risultati che avrei potuto ottenere con loro. Ma è stata comunque un'esperienza bella, direi anche indimenticabile.

La cosa più importante che hai imparato da Valentino Rossi?
La perseveranza. Non sono stato molto a contatto con lui, ma ho capito che lui è uno che non si arrende mai e cerca sempre di fare il massimo, di migliorare.

A proposito di colleghi della MotoGP, mi viene in mente il nome dell'ultimo che vinse il Mondiale nella classe inferiore, Andrea Dovizioso. Visto come è esploso l'anno scorso, anche lui è un altro di cui seguire le orme...
Sì. Personalmente non lo conosco molto bene, ma so che anche lui è un pilota estremamente meticoloso e questo è molto importante. Cerca sempre il massimo da ogni cosa che fa e i risultati si vedono. È un pilota da imitare.

Qual è il tuo preferito, quello a cui ti ispiri di più?
Fin da piccolo, Valentino Rossi senza ombra di dubbio.

Senza forzare troppo la scaramanzia, qual è il tuo obiettivo minimo per questa stagione, quello che, se lo ottenessi, ti renderebbe soddisfatto?
L'obiettivo minimo è lottare in tutte le gare con il gruppo di testa. Penso sia fattibile.

E poi in Moto3 il gruppo di testa è bello agguerrito, ci si diverte parecchio.
Sì, assolutamente. Diciamo che mi piacerebbe stare il più avanti possibile, in quel gruppo di testa...