17 settembre 2019
Aggiornato 16:30

Il nuovo Milan a caccia di primati. Quelli veri

Dopo la qualificazione in Coppa Uefa raggiunta ed il ritorno in Europa tre anni dopo l’ultima volta, i rossoneri hanno l’obbligo di pensare in grande con la nuova proprietà a costruire un organico competitivo ed un allenatore come Montella a ripetere il lavoro dei questa stagione

Il Milan festeggia l'ingresso in Europa dopo tre anni
Il Milan festeggia l'ingresso in Europa dopo tre anni ANSA

MILANO - Il Milan torna in Europa dopo tre anni, seppur nella manifestazione minore (la Coppa Uefa) e seppur dalla porta di servizio dei preliminari estivi. Ma in un mondo di ciechi un orbo è re, per cui meglio accontentarsi del sesto posto e godersi un ritorno alle competizioni continentali che dalle parti di Milanello latitava gravemente da troppo tempo; è chiaro ed evidente, però, che questo campionato non possa rappresentare la regola del nuovo Milan, anzi, debba fungere da trampolino di lancio per ripetere, anche in parte, le gloriose gesta del passato. Ora starà alla società, la nuova proprietà cinese e la nuova dirigenza, costruire un organico nuovo, competitivo ed affamato, al fine di raggiungere dapprima le prime quattro posizioni in serie A (che dal prossimo anno qualificheranno di diritto in Coppa dei Campioni), quindi, nel più breve tempo possibile, attaccare il primato, lo scudetto, vinto per l’ultima volta dai rossoneri nel 2011, tanto, troppo tempo fa. L’organizzazione dovrà essere finalizzata al raggiungimento di risultati importanti, al raggiungimento di vittorie, alla concretezza e non al bello fine a sé stesso; il modello devono essere i 6 scudetti consecutivi della Juventus e non i record di punti e di gol fatti di Roma e Napoli, squadre belle e spettacolari ma che alla voce trofei inanellano costantemente uno zero spaccato. Il tanto osannato Sarri, così per dire, in due anni di Napoli ha vinto meno di Mazzarri e Benitez. Il Milan ha bisogno di tornare a vincere, per la Filosofia meglio consultare i vecchi libri di scuola, il pallone è tutt’altra cosa.