28 settembre 2022
Aggiornato 17:00
Calcio

Berlusconi e gli allenatori: niente di nuovo sotto il sole

Le frizioni con Montella, la volontà di decidere anche nel momento del passaggio di proprietà del Milan: il presidente rossonero, insomma, certi vizi non li perde proprio mai

MILANO - All’inizio è stato un velato, velatissimo battibecco sul modulo tattico, un po’ come quando rimproverava ad Ancelotti di schierare il suo Milan con due fantasisti e una punta anziché con due attaccanti puri; stavolta Silvio Berlusconi aveva bacchettato Vincenzo Montella per la sua fissazione di mettere in campo i rossoneri col 4-3-3 invece che col classico 4-3-1-2 di moda quindici anni fa. Nulla di clamoroso, dunque, semplici divergenze tattiche, spazzate via dall’ottimo andamento del Milan dei giovani e dalla Supercoppa Italia vinta in Qatar a dicembre contro la Juventus; da allora, però, il Milan di Montella si è inceppato, il meccanismo non ha più girato come prima e allora le semplici divergenze sono diventate punzecchiature del presidente al tecnico, per poi far calare un preoccupante gelo fra le parti, come riportato anche da Sky Sport che tramite l’inviato a Milanello Peppe Di Stefano ha fatto sapere che, non ci fosse stato l’imminente epilogo della trattativa per la cessione del Milan, Montella avrebbe rischiato concretamente di essere cacciato dall’ormai deluso Berlusconi.

Vecchio ritornello

Una costante negli ultimi cinque anni rossoneri: la squadra cola a picco e il presidente defenestra l’allenatore pur non essendo quest’ultimo il responsabile principale dello sfacelo. Alessandro Costacurta, che qualche partita col Milan l’ha giocata, non è rimasto sorpreso dall’atteggiamento di Berlusconi, anzi: «Il presidente è fatto così - ha affermato recentemente l’ex difensore rossonero - non ha mai lasciato in pace i suoi tecnici. In questo momento, però, penso che Silvio Berlusconi intervenga a gamba tesa su Montella anche per farsi notare un po’, per tornare sulle prime pagine dei giornali in questo momento interlocutorio». Un clima di tensione che aveva addirittura fatto pensare al clamoroso ribaltone sulla panchina milanista, non tanto ora quanto a giugno, con l’indiscrezione (poi priva di riscontri e non confermata) legata al nome di Massimo Oddo come prossimo allenatore rossonero. Un copione già letto in casa Milan negli ultimi anni, una società incapace di difendere i propri tecnici, anzi, in grado di utilizzarli come capri espiatori di una gestione ormai giunta al capolinea; la cessione del club alla cordata cinese è ad un passo, Berlusconi resterà forse in società con cariche istituzionali, Vincenzo Montella, in tutto questo marasma, si augura solo di poter essere lasciato in pace a lavorare. Fino a gennaio aveva funzionato….