21 settembre 2019
Aggiornato 06:30

Pedullà: “Il Milan potrebbe riprendere Saponara”

Il noto giornalista, esperto di calciomercato, ipotizza un ritorno di fiamma dei rossoneri per il fantasista dell’Empoli, soprattutto in caso di permanenza di Berlusconi alla guida del club

MILANO - In attesa che si sblocchi, in un modo o nell’altro, la vicenda legata alla cessione delle quote di maggioranza, il Milan prova a pensare anche al calciomercato perché, a prescindere dalle vicende presidenziali, c’è una stagione da programmare ed un’Europa da conquistare. Alfredo Pedullà, popolare giornalista ed esperto di calciomercato, ha prospettato uno scenario finora mai preso in considerazione a Milanello, ma che potrebbe tornare utile in caso di mancata cessione della società alla cordata cinese: «Fra Milan ed Empoli c’è stato recentemente un contatto - rivela Pedullà - ma, al contrario di quanto si pensi, le due società non hanno parlato di Marco Giampaolo, bensì di Riccardo Saponara. Se Berlusconi dovesse infatti rimanere presidente e proprietario del Milan, il nome di Saponara potrebbe essere preso in considerazione per formare quel Milan giovane ed italiano che è stato ipotizzato nelle scorse settimane». Saponara, già al Milan dal 2013 al 2015, si è rilanciato ad Empoli dopo le peripezie rossonere, è maturato ma onestamente non sembra un elemento in grado di trascinare la formazione di Brocchi al ritorno ai vertici, anzi, con un acquisto simile sarebbe evidente il ridimensionamento tecnico e delle ambizioni di una società che necessita ad ogni costo di un passaggio di proprietà.

Milan italiano

Il profilo di Riccardo Saponara andrebbe a comporre quel mosaico che tanto piace a Berlusconi e tanto terrorizza i tifosi del Milan: una squadra composta di soli giovani italiani e pronta a lottare per non retrocedere con la terrificante prospettiva di non risalire mai più. Questo perché? Perché con una simile politica possono accadere due cose: i giovani lanciati dal Milan possono esplodere (vedi Donnarumma, pensi a Calabria e Niang) e allora tempo due anni al massimo chiederebbero ritocchi di ingaggio o direttamente la cessione che a quel punto il Milan non potrebbe evitare. Oppure possono non esplodere e rimanere sul groppone dei rossoneri (vedi De Sciglio) diminuendo ancor di più il tasso tecnico della squadra; in entrambi i casi, il Milan sarebbe costretto a vivere campionati mediocri, certamente senza Europa, forse con pericolose prospettive di retrocessione. Un esempio di Milan italiano con Berlusconi ancora alla guida del club potrebbe essere così composto: Donnarumma in porta, Abate e De Sciglio terzini, Zapata e Romagnoli difensori centrali, Montolivo, Bertolacci e Locatelli a centrocampo, Saponara fantasista, Pavoletti e Niang di punta, Brocchi in panchina. A nessuno verrebbe in mente di chiedere ad una formazione simile la qualificazione alla Coppa Uefa, Berlusconi e Galliani, invece, chiederebbero il terzo posto. Anche per questo, senza cambio di proprietà il Milan è destinato a non rialzarsi più.