30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Calcio

Crudeli: “Milan con limiti evidenti. E manca un vero leader”

Il noto giornalista, tifosissimo rossonero, punta il dito contro la carenza tecnica e carismatica di una formazione che per il terzo anno consecutivo ha mancato l’accesso all’Europa

MILANO -  Tiziano Crudeli, popolare giornalista e telecronista dell’emittente 7 Gold, nonché noto tifoso milanista, ha parlato della situazione del Milan, costretto per la terza stagione di fila a restar fuori dalle coppe europee: «L’ultima annata del Milan è stata davvero deludente - afferma uno sconsolato Crudeli - e la finale di Coppa Italia ben giocata contro la Juventus non salva la stagione, tutt’altro, non fa che evidenziare i limiti di una squadra da rifondare. Al Milan mancano calciatori che sappiano costruire la manovra, ma anche che sappiano concludere a rete decentemente: contro la Juve, ad esempio, il Milan ha calciato 19 volte verso la porta avversaria centrando lo specchio in appena 3; inconcepibile. E poi, non meno importante, nello spogliatoio rossonero mancano dei leader veri come c’erano qualche anno fa; non basta avere un allenatore con carisma, servono anche quei 3-4 calciatori che abbiano la giusta personalità per guidare il gruppo e prendersela anche duramente con quei compagni che smarriscono la retta via».

Carenze

L’analisi di Tiziano Crudeli è assai lucida e corretta, ma del resto tre campionati disastrosi non possono che essere la testimonianza di organici costruiti male e gestiti pure peggio. Tecnicamente, al Milan occorrono due terzini degni di questo nome, un difensore centrale esperto che guidi Romagnoli, tre centrocampisti di cui almeno uno di notevoli qualità tecniche (citofonare Modric) e, fosse solo numericamente viste partenze e mancati rinnovi di prestiti o contratti, almeno tre attaccanti. La personalità? Completamente assente. Ora è andato via anche Abbiati, l’ultimo senatore del grande Milan che fu, l’ultimo che abbia preso la parola con carisma per svelare i disastri di uno spogliatoio poverissimo anche di personalità; non è un caso che anche lo storico portiere rossonero abbia in fretta e furia deciso di togliersi dai piedi, stufo e probabilmente affranto nel vedere calciatori appena normali (Bacca) comportarsi da primedonne senza che nessuno fosse in grado di riprenderli. La cessione societaria, forse vicina, deve portare ad una rivoluzione totale, affidando la panchina ad un tecnico preparato e carismatico che sappia indicare calciatori da acquistare che abbiano le medesime caratteristiche. Non serve ripartire da qualcosa, il Milan ad oggi non ha assolutamente nulla.