28 settembre 2020
Aggiornato 19:00
Calcio

Gambaro: “Negli ultimi anni Berlusconi è stato un disastro”

L’ex terzino del Milan certifica senza mezzi termini il fallimento rossonero dal 2012 ad oggi

MILANO - Per il quarto anno consecutivo il Milan non sarà al via della Coppa dei Campioni. Ai più svegli era chiaro fin dallo scorso settembre, per i sognatori e mistificatori della realtà l’evidenza è arrivata nell’ultima settimana: prima la sconfitta per 2-0 in casa del Sassuolo, poi lo scialbo 0-0 col Chievo. Tutti d’accordo, ormai, al Milan resta solamente la vittoria in Coppa Italia (peraltro un mezzo miraggio vista la Juventus attuale) per salvare l’ennesima disastrosa stagione. E le colpe? La società, come al solito, le scarica addosso al povero allenatore di turno, nella circostanza Sinisa Mihajlovic, ma è evidente che le responsabilità vadano ricercate altrove, molto più in alto della panchina. Ne è convinto anche Enzo Gambaro, difensore milanista dal 1992 al 1994, che dopo Chievo-Milan ha affermato: «Berlusconi per 25 anni ha fatto cose straordinarie, un esempio di lungimiranza e ambizione, poi negli ultimi 5 è stato un disastro, ha sbagliato tutto».

Una società al capolinea

Oggi anche quei giornalisti che fino ad un mesetto fa si ostinavano a scrivere articoli, fondi ed editoriali inserendo frasi come «vedrete che adesso», «magari ora», «speriamo che», si sono arresi all’evidenza: fin quando al Milan resterà questa presidenza, i rossoneri non vinceranno mai più lo scudetto, non lotteranno più per il vertice e non si qualificheranno più per la Coppa dei Campioni, nonostante le farneticazioni provenienti da Arcore che parlavano di due finali nei prossimi cinque anni. Nell’estate del 2012 il presidente del Milan ha deciso di sfasciare quel bellissimo ed innovativo giocattolo che aveva costruito nel 1986 e che in molti avevano tentato (senza successo) di copiargli; è la realtà e va accettata: il Milan ha iniziato a morire in quella settimana di giugno di quasi quattro anni fa con la doppia cessione al Paris Saint Germain di Ibrahimovic e Thiago Silva che, ironia del destino, proprio nel giorno in cui la loro ex squadra arrancava in un Bentegodi mezzo vuoto contro Cacciatore ed Hetemaj, festeggiavano il quarto scudetto consecutivo al termine di una vittoria in trasferta per 9-0. Si dice che il calcio non sia una scienza esatta, ma non è vero, il calcio segue le logiche di un qualsiasi lavoro: le aziende che spendono bene e programmano meglio (o viceversa) fatturano, quelle che vivono alla giornata chiudono presto i battenti. Berlusconi nel 2012 ha scelto di chiudere un’epoca vincente, un’epopea sensazionale, per iniziarne una disgraziata, fatta di menzogne («Ibrahimovic e Thiago Silva restano al Milan»), promesse («Riporteremo la squadra ai vertici»), ambizioni irrealizzabili («Faremo due finali di Coppa dei Campioni nei prossimi cinque anni»), futili traguardi («Voglio un organico tutto italiano»), è dura da accettare per chi ama il Milan, ma è la cruda realtà. Tifosi rossoneri, mettetevi il cuore in pace, questa società è finita da un pezzo, chi non se n’è ancora accorto lo faccia al più presto.