22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Il ricordo

Mennea strappa ancora applausi

Ieri sera al Coni, il momento clou della proiezione in anteprima della fiction Rai sul campione è stato quasi inevitabilmente il momento della medaglia d'oro nei 200 metri piani alle Olimpiadi di Mosca 1980.

ROMA (askanews) - Pietro Mennea strappa ancora applausi. Ieri sera al CONI, il momento clou della proiezione in anteprima della fiction Rai sul campione è stato quasi inevitabilmente il momento della medaglia d'oro nei 200 metri piani alle Olimpiadi di Mosca 1980. Favorito dal boicottaggio ai Giochi da parte degli Stati Uniti e di molti altri Paesi il velocista barlettano, interpretato da Michele Riondino, nella finale recupera negli ultimi metri sul britannico Allan Wells, che aveva vinto i 100, e strappa l'applauso del pubblico nel salone d'onore del Foro Italico: subito dopo, ed è la scena finale della seconda e ultima puntata della fiction, la gara viene fatta rivedere nelle immagini originali, dove il successo di Mennea è scandito dalla telecronaca di Paolo Rosi. Sempre di fiction si tratta, senza alcuna pretesa di essere una biografia del campione morto due anni fa, e infatti le licenze si sprecano, come quella di far conoscere a Mennea la futura moglie Manuela nel pieno della sua carriera, e non a ritiro ampiamente avvenuto come nella realtà. La storia fra i due, però, è necessaria per far girare al meglio la storia e la donna appare improvvisamente a Mosca proprio prima della storica finale, ricomponendo un litigio scoppiato in occasione della notizia del boicottaggio dei Giochi e ridando fiducia all'atleta, scoraggiato dalla delusione della finale mancata nei 100 metri. A Manuela e al preparatore Carlo Vittori (Luca Barbareschi, anche produttore della fiction diretta da Ricky Tognazzi), di cui sono rappresentate con molto colore le controversie con la federazione, il velocista dedica infatti la medaglia sui 200.

IL RECORD DEL MONDO - Vivida la rappresentazione della famiglia di Mennea, e anche dei dirigenti sportivi, presentati come burocrati con i quali il campione entra spesso in rotta, come quando fa di tutto per andare a Città del Messico alle Universiadi, dove vinse i 200 nel 1979 con il record del mondo, il 19:72 tutt'ora primato europeo. E facendo segnare quel tempo Mennea nella fiction si immagina accanto Tommie Smith, il celebre atleta statunitense al quale aveva dichiarato di ispirarsi e che deteneva il record precedente. Tra i tanti personaggi dello sport al Coni, non è potuto venire il vero Carlo Vittori, 84 anni, bloccato da un infortunio.

MALAGÒ: GRAZIE PIETRO - Appuntamento con «Pietro Mennea - La freccia del Sud» il 29 e il 30 marzo su Rai 1. «Pietro Mennea non è stato solo l'idolo mio e di una intera generazione - ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò - ma penso sia stato il più grande atleta della storia d'Italia. Grazie, Pietro, per quello che ci hai lasciato e per la tua storia».
«Sono stata anche molto severa con quelli della produzione - ha detto Manuela Mennea, vedova del campione - ma ho visto che si sono preparati, anche leggendo i libri che erano stati di Pietro - per cercare di restituire quello che diventò nello sport e anche nella vita». Pietro Mennea è morto due anni fa, il 21 marzo 2013, e la camera ardente è stata proprio nel salone d'onore del Coni.