13 luglio 2020
Aggiornato 15:30
Ciclismo in lutto

Addio a 93 anni ad Alfredo Martini

Il commissario tecnico del ciclismo azzurro, con la C maiuscola. Quello dei trionfi di Francesco Moser, Beppe Saronni, Moreno Argentin, Maurizio Fondriest e, per due volte, Gianni Bugno. Quello dei tanti argenti e tanti bronzi. Ma anche l'uomo che aveva combattuto nella seconda guerra mondiale, partigiano in Toscana.

ROMA - Addio a 93 anni ad Alfredo Martini. Il commissario tecnico del ciclismo azzurro, con la C maiuscola. Quello dei trionfi di Francesco Moser, Beppe Saronni, Moreno Argentin, Maurizio Fondriest e, per due volte, Gianni Bugno. Quello dei tanti argenti e tanti bronzi. Ma anche l'uomo che aveva combattuto nella seconda guerra mondiale, partigiano in Toscana. Quello che nel 1946 racconta di «Parigi bombardata, il Tour non si fece e allora tutti vennero in Italia. Torriani e Cougnet decisero di far passare il Giro a Trieste e gli americani la considerarono una provocazione. A Pieris lanciarono fiori e sassi e molti corridori si ferirono, dopo ci furono sparatorie con i soldati di Tito e il gruppo si fermò, ma Torriani ne convinse 17, uno per squadra, a proseguire e a Trieste fu un trionfo».

Era nato a Firenze il 18 febbraio 1921. Corridore professionista dal 1941 al 1957, vinse una tappa al Giro d'Italia 1950. Successivamente fu commissario tecnico della Nazionale italiana. Vinse il Giro dell'Appennino nel 1947, il Giro del Piemonte nel 1950, una tappa al Giro d'Italia 1950 (quella di Firenze) che concluse al terzo posto dietro Koblet e Bartali vestendo la maglia rosa per una tappa, e una tappa al Tour de Suisse 1951, concluso al terzo posto dietro Kubler e Koblet. Come direttore sportivo fu alla Ferretti e alla Sammontana dal 1969 al 1974 e vinse il Giro d'Italia 1971 con lo svedese Gösta Pettersson.

6 titoli mondiali - Da commissario tecnico della nazionale dal 1975 al 1997 ha condotto a conquistare la maglia iridata Francesco Moser nel 1977 a San Cristóbal (Venezuela), Giuseppe Saronni nel 1982 a Goodwood (Gran Bretagna), Moreno Argentin nel 1986 a Colorado Springs (Stati Uniti), Maurizio Fondriest nel 1988 a Renaix (Belgio), Gianni Bugno nel 1991 a Stoccarda (Germania) e nel 1992 a Benidorm (Spagna) più sette argenti e sette bronzi. Dal 1998 era Presidente Onorario della Federazione Ciclistica Italiana. «Avrei voluto dare il doppio, ma bisogna saper accettare i propri limiti, con onestà. La bicicletta merita sempre di più» scriveva nel suo «La vita è una ruota. La bicicletta non mi ha mai deluso. La bicicletta è sorriso, e merita il Nobel per la pace».

Commosso il ricordo del presidente del Coni Giovanni Malagò: «Con Martini se ne va l'ultimo dei grandi testimoni di un'epopea che ha reso il ciclismo uno degli sport più popolari in Italia. E' stato il più grande commissario tecnico nella storia del ciclismo vincendo sei Campionati del Mondo e diventando negli anni un punto di riferimento irrinunciabile per l'intero mondo dello sport al quale ha dedicato l'intera vita prima da atleta, poi da tecnico e infine da dirigente. Senza di lui il ciclismo da oggi è sicuramente più povero. Un'ultima sola parola: Grazie Alfredo!».

Vincenzo Nibali, vincitore dell'ultima edizione del Tour, ha affidato a Twitter il suo messaggio di cordoglio: «Non poteva raggiungermi una notizia più triste di questa!! Addio Alfredo Martini, grande UOMO, le tue parole ci mancheranno!!».

L'attuale ct Davide Cassani ricorda con affetto il suo rapporto con Martini: «Il complimento più bello ricevuto è essermi sentito dire che ero l'uomo di Alfredo Martini. Sono sempre stato orgoglioso di questo. Io non ero un campione ma Martini mi ha dato la maglia azzurra 9 volte e mi ha fatto diventare il suo uomo di fiducia. Posso dire che è stato la figura più bella, più importante, più seria del ciclismo italiano». E ancora: «L'ho visto poco tempo fa in occasione dell'ultima tappa del Tour, per la premiazione di Nibali. Sono andato a trovarlo a casa, era stanco e faceva fatica a parlare, ma mi stringeva la mano come se mi volesse dire che era comunque vicino a me e che io rimanevo uno dei suoi».

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso le condoglianze del governo alla famiglia Martini in una telefonata alla figlia Silvia. E poi ha detto: «Ricordo un grande personaggio che ha onorato lo sport italiano e mondiale. Ho nel cuore impresse le sue parole ai giovani in varie circostanze, sui valori che il mondo dello sport insegna».