20 novembre 2019
Aggiornato 21:00

Capello, zar di Russia: «Resto ct fino al 2018»

Indifferente alle polemiche esplose dopo la prematura eliminazione della Russia in Brasile, il tecnico friulano rilancia i suoi obiettivi: «Sto studiando il russo e lavorerò duro per preparare al meglio gli Europei in Francia e il Mondiale in casa nostra».

MOSCA - Dubbi non ce n’erano, visto il contratto sontuoso che lo lega alla Federazione russa fino al 2018, ma Fabio Capello ha tenuto a smontare ogni possibile illazione sul suo futuro: resterà sulla panchina della Russia fino ai prossimi Mondiali. «L'altroieri - racconta Capello in conferenza stampa - ho partecipato alla commissione tecnica della Federazione, ho letto di mie presunte frasi contro i giocatori ma mai nella mia vita e nella mia carriera ho parlato male dei calciatori. Sarei un imbecille se l'avessi fatto nei confronti, ad esempio, di un portiere come Akinfeev, che e' un grande e con il quale continuerò a lavorare».

STO STUDIANO LA LINGUA E LA CULTURA RUSSA - Capello guarda avanti: «Abbiamo avuto una riunione, programmando diversi progetti. Ci sono tante cose che vogliamo portare avanti, ma la cosa più importante è trovare la gente in grado di realizzare questi progetti. Sono arrivato in Russia per lavorare già in ottica delle qualificazioni agli Europei: sto studiando il russo, conoscendo di più la cultura russa. Mi piace andare nelle chiese e nei musei».

MAI DETTO CHE AVREMMO RAGGIUNTO I QUARTI - Quanto alla delusione in Brasile, Capello ricorda che «i preparativi per il torneo sono stati di buon livello, ma non ho mai sostenuto che avremmo raggiunto i quarti. Ho detto che avremmo potuto superare il gruppo, diventare un outsider. Nei prossimi quattro anni il nostro obiettivo principale deve essere il Mondiale in Russia. E allo stesso tempo dobbiamo approdare agli Europei in Francia. Sono due progetti per me separati. Lavoriamo in questo senso, per ottenere dei buoni risultati».