26 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Football americano

Effetto Donald Sterling anche sulla NFL

50 senatori statunitensi hanno sottoscritto un appello a Roger Goodell, il responsabile della Nfl, la lega di football americano, chiedendo di fare pressioni affinché i Washington Redskins (che significa pellerossa) cambino il loro nome.

NEW YORK - Qualcuno lo ha già definito «l'effetto Donald Sterling», dal nome del proprietario dei Los Angeles Clippers (squadra di basket della Nba) bandito a vita per i suoi commenti razzisti. Tre settimane dopo, 50 senatori statunitensi hanno sottoscritto un appello a Roger Goodell, il responsabile della Nfl, la lega di football americano, chiedendo di fare pressioni affinché i Washington Redskins (che significa pellerossa) cambino il loro nome.

La questione, in realtà argomento di discussione periodica da anni, è trattata dal New York Times, che ha ottenuto la lettera spedita a Goodell. «La Nfl non può più ignorare e perpetuare - si legge - l'uso di questo nome per quello che è: un insulto razziale». «Chiediamo che la Nfl - è la richiesta - sostenga formalmente il cambiamento del nome per la squadra di football di Washington». La senatrice Maria Cantwell ha detto al Times che «stiamo cercando di capire se la Nfl possa agire contro questo tipo di discriminazione con la velocità con cui ha agito la Nba». Harry Reid, leader della maggioranza in Senato e da tempo sostenitore della modifica al nome della squadra, ha citato la decisione della Nba lo scorso primo maggio. «Per quanto la Nfl continuerà a non fare nulla nei confronti di una delle sue squadre, che porta un nome che ha inflitto così tanto dolore ai nativi americani?» ha chiesto il senatore, parlando con il Washington Post.

La lettera è stata firmata da tutti i senatori democratici, tranne cinque: Mark Warner e Tim Kaine della Virginia (dove i Redskins si allenano), Joe Manchin della West Virginia, Joe Donnelly dell'Indiana e Mark Pryor dell'Arkansas. «Chiediamo a lei e alla Nfl di mandare lo stesso messaggio chiaro della Nba: il razzismo e l'intolleranza - hanno scritto nella lettera - non hanno posto nello sport professionistico». In passato, il proprietario dei Redskins, Daniel Snyder, ha detto che la squadra non cambierà «mai» il proprio nome, dando poi vita alla Washington Redskins Original Americans Foundation a beneficio dei nativi americani.

Anche il presidente Barack Obama, mesi fa, si è espresso sulla questione: «Se io fossi il proprietario di una squadra e sapessi che il suo nome, sebbene abbia una storia solida, offende un determinato gruppo di persone, allora penserei di cambiarlo».

Proposta Peta: Redskins come le patate, basta cambiare stemma - Per accontentare tutti, la Peta - organizzazione il cui obiettivo è in realtà la difesa degli animali - ha proposto di non cambiare il nome della squadra, ma solo lo stemma: non più un pellerossa, ma una patata, giocando con il doppio significato della parola «redskin», usata anche per i tuberi a buccia rossa. «Quando dici pellerossa a cosa pensi? Alle patate, ovvio. Anche loro sono native americane» è lo slogan lanciato lo scorso anno per accontentare tutti.