10 luglio 2020
Aggiornato 08:30
Boateng cittadino onorario

Busto Arsizio volta pagina dopo i cori razzisti Pro Patria-Milan

Perfino un tifoso di calcio 20enne che insulta un giocatore avversario con cori razzisti può essere «provvidenziale» se serve a «ricordare a tutti la dignità dell'uomo». E' questo l'auspicio del sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, che ieri ha cercato così di voltare pagina

BUSTO ARSIZIO - Perfino un tifoso di calcio 20enne che insulta un giocatore avversario con cori razzisti può essere «provvidenziale» se serve a «ricordare a tutti la dignità dell'uomo». E' questo l'auspicio del sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, che ieri ha cercato così di voltare pagina dopo che giovedì il Milan ha abbandonato il campo della Pro Patria per le urla rivolte da una decina di tifosi bustocchi contro i giocatori di colore della squadra di Allegri.
Da ieri Kevin Prince Boateng, che ha interrotto la partita calciando il pallone sugli spalti, «è una sorta di cittadino onorario» ha aggiunto il sindaco, allontanando così il sospetto di aver in qualche modo giustificato gli autori dei cori: «Ha sbagliato a lanciare la palla, ma lo abbraccio per essere stato offeso» ha aggiunto Farioli.

INDAGATO UN VENTENNE - Per ora solo uno dei tifosi è stato stato denunciato a piede libero per istigazione all'odio razziale, ma i filmati delle telecamere, quelle della videosorveglianza e della polizia, stanno stringendo il cerchio attorno al piccolo gruppo di sostenitori della squadra di Busto dal quale sono partiti i cori. Sono stati identificati e riconosciuti dal giovane, per questo sono attesi ulteriori provvedimenti nelle prossime ore.
L'indagato è un ventenne incensurato di Busto, con tessera del tifoso, e alla Procura non risulta faccia parte di gruppi organizzati. Del resto i veri ultras biancocelesti, fanno capire i tifosi più anziani a margine dell'allenamento pomeridiano allo stadio Speroni, sono ormai tutti sotto Daspo e sugli spalti non ne resta più di una ventina.